Contributi INPS e previdenza di autonomi e professionisti: guida completa
A cura della Redazione ProfessionistaAIRevisionato da Pierlio Baratta, Commercialista
Pubblicato il Ultima revisione il 10 min di lettura

In sintesi
- Artigiani e commercianti pagano un contributo minimo fisso sul reddito minimale di 18.808 euro in quattro rate, più una quota sul reddito eccedente.
- I forfettari iscritti ad artigiani e commercianti possono ridurre i contributi del 35%, ma solo presentando la domanda telematica entro il 28 febbraio.
- Le casse professionali applicano aliquote, minimi e scadenze propri, da verificare ogni anno sulle delibere dell'ente.
- Dal 21 maggio 2026 i debiti contributivi si possono dilazionare fino a 36 rate mensili, o 60 rate oltre i 500.000 euro, senza più l'autorizzazione ministeriale.
A chi si applica: le tre gestioni previdenziali
Chi lavora in proprio versa i contributi in una gestione diversa a seconda dell'attività svolta. Le famiglie sono tre.
- Gestione separata INPS: vi sono iscritti i liberi professionisti con partita IVA privi di una cassa di categoria, compresi i professionisti del settore sportivo dilettantistico, oltre a parasubordinati e committenti1.
- Gestioni artigiani e commercianti INPS: vi sono iscritti titolari, coadiuvanti e coadiutori di imprese artigiane e commerciali2.
- Casse professionali: gli enti di previdenza delle professioni ordinistiche (avvocati, ingegneri e architetti, consulenti del lavoro e altri), che fissano autonomamente aliquote, minimi e scadenze34.
Le differenze non riguardano solo l'aliquota. Nella Gestione separata il contributo è proporzionale al reddito e si versa con saldo e acconti alle scadenze delle imposte5. Nelle gestioni artigiani e commercianti esiste un reddito minimo annuo su cui il contributo è comunque dovuto, più una quota sul reddito eccedente6. Nelle casse convivono di norma un contributo soggettivo, legato al reddito professionale, e un contributo integrativo calcolato sul volume d'affari4.
Gestione separata INPS: aliquote e versamenti
Le aliquote, il minimale e il massimale del 2026 sono fissati dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 20261.
Professionisti senza altra copertura previdenziale
L'aliquota si compone di tre voci: il 25% ai fini IVS previsto dall'art. 1, comma 165, della legge 232/2016, lo 0,72% aggiuntivo istituito dall'art. 59, comma 16, della legge 449/1997 e lo 0,35% aggiuntivo introdotto dall'art. 1, comma 154, della legge 213/20237. Il totale è il 26,07%8.
Pensionati o già assicurati presso altre gestioni
Chi è già titolare di pensione o iscritto a un'altra forma di previdenza obbligatoria applica per il 2026 l'aliquota del 24% ai fini IVS7.
Minimale e massimale
Per il 2026 il massimale di reddito imponibile è di 122.295 euro e il minimale di reddito è di 18.808 euro8. Sulla parte di reddito oltre il massimale non si calcolano contributi. Applicando il 26,07% al minimale si ottiene un contributo di 4.903,25 euro; la tabella della stampa specializzata riporta anche l'importo di 4.702,00 euro8, che corrisponde alla sola quota IVS del 25%.
Come e quando si paga
I professionisti iscritti versano con F24 seguendo i termini delle imposte dirette: entro il 30 giugno si salda l'anno precedente e si paga il primo acconto dell'anno in corso5. Saldo e primo acconto possono essere differiti di 30 giorni con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse, oppure rateizzati aggiungendo una «R» alla causale P10 o PXX5. Il secondo acconto segue la scadenza del secondo acconto delle imposte sui redditi; la scheda INPS riporta le date riferite al 20255, quindi il calendario va ricontrollato ogni anno.
Artigiani e commercianti: minimale, eccedente e rate
Per il 2026 i contributi delle due gestioni sono disciplinati dalla circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 20262.
Aliquote e contributo minimo
Le aliquote di titolari, coadiuvanti e coadiutori sono il 24% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti2. Il reddito minimo annuo da considerare per il calcolo del contributo IVS è di 18.808 euro6. Per un artigiano il contributo sul minimale è di 4.521,36 euro, di cui 4.513,92 euro di IVS e 7,44 euro di contributo di maternità6; per i commercianti l'importo è leggermente più alto per effetto dello 0,48% in più.
Le quattro rate fisse
Il contributo sul minimale 2026 si versa in quattro rate: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 17 novembre 2026 e 16 febbraio 20279.
Il contributo sul reddito eccedente
Sulla parte di reddito che supera il minimale si paga un contributo percentuale, rapportato ai redditi d'impresa prodotti nello stesso anno a cui il contributo si riferisce6. Si versa con acconti e saldo alle scadenze delle imposte; anche qui è possibile differire il pagamento oppure rateizzarlo in massimo sei rate rispetto al termine ordinario, pagando in entrambi i casi una maggiorazione9. Per i redditi elevati conviene controllare nella circolare l'eventuale applicazione di scaglioni e del massimale.
Riduzioni contributive: forfettari, over 65 e nuovi iscritti
Forfettari: riduzione del 35%
L'art. 1, comma 77, della legge 190/2014 prevede che per i forfettari iscritti alle gestioni artigiani o commercianti il reddito costituisca base imponibile per i contributi, ma che la contribuzione possa essere ridotta del 35%10. La riduzione non è automatica: la domanda va trasmessa in via telematica dal «Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti» sul portale INPS entro il 28 febbraio10. Prima di aderire è opportuno valutare l'effetto di versamenti più bassi sulla posizione pensionistica futura. La riduzione riguarda artigiani e commercianti: non si applica ai professionisti della Gestione separata.
Over 65 già pensionati
Artigiani e commercianti con più di 65 anni già pensionati presso le gestioni INPS continuano a beneficiare anche nel 2026 della riduzione del 50% dei contributi dovuti2.
Nuovi iscritti
La circolare n. 14/2026 richiama la riduzione del 50% dei contributi previdenziali a favore dei lavoratori che si sono iscritti per la prima volta nel corso del 20256.
Casse professionali: regole proprie
Chi è iscritto a un ordine con cassa autonoma non versa all'INPS ma al proprio ente, che stabilisce minimi, aliquote, rate e modalità di dichiarazione. Alcuni esempi relativi al 2026 aiutano a capire quanto le regole possano variare.
- Cassa Forense: il contributo minimo soggettivo è di 2.790 euro intero e di 1.395 euro ridotto; le prime tre rate scadono il 28 febbraio, il 30 aprile e il 30 giugno 20263.
- Inarcassa: il contributo minimo soggettivo indicato è di 2.785 euro, con possibilità di pagare in 6 rate bimestrali da febbraio a dicembre 2026 tramite addebito SDD, previa domanda entro il 2 febbraio 202611. La fonte alterna dati 2025 e 2026, quindi gli importi vanno verificati sulle delibere dell'ente.
- Enpacl (consulenti del lavoro): il contributo soggettivo è pari al 12% del reddito professionale dell'anno 2024, il minimo 2026 è di 2.620 euro (1.310 euro in misura ridotta) e l'integrativo è del 4% sui compensi del volume d'affari IVA; la dichiarazione va presentata entro il 30 settembre 20264.
Per ogni cassa conviene annotare a inizio anno le scadenze delle rate dei minimi, il termine della dichiarazione reddituale e quello per chiedere eventuali riduzioni o rateizzazioni.
Esempi pratici di calcolo
Gli esempi sono indicativi e usano le aliquote 2026 senza considerare scaglioni, massimali o situazioni particolari.
Professionista in Gestione separata con 40.000 euro di reddito
Con l'aliquota del 26,07%8 il contributo annuo è di 10.428 euro, da ripartire tra saldo e acconti alle scadenze delle imposte5. Se lo stesso professionista fosse già pensionato, al 24%7 il contributo IVS scenderebbe a 9.600 euro.
Artigiano con 30.000 euro di reddito d'impresa
Sul minimale di 18.808 euro paga 4.521,36 euro in quattro rate69. Sull'eccedente di 11.192 euro, al 24%2, deve altri 2.686,08 euro tra acconti e saldo. Il totale IVS è di 7.200 euro, più 7,44 euro di maternità.
Lo stesso artigiano in regime forfettario
Se ha presentato in tempo la domanda di riduzione del 35%10, il contributo IVS di 7.200 euro scende a circa 4.680 euro, con un risparmio di circa 2.520 euro all'anno.
Artigiano over 65 già pensionato
Con la riduzione del 50%2, sullo stesso reddito il contributo IVS si dimezza a circa 3.600 euro.
Ritardi e omissioni: sanzioni civili e ravvedimento
Le sanzioni civili per il mancato o tardivo versamento dei contributi sono regolate dall'art. 116 della legge 388/2000, e la scheda INPS distingue tra omissione ed evasione contributiva12.
- Omissione: la sanzione è pari al tasso ufficiale di riferimento dell'Eurosistema maggiorato di 5,5 punti in ragione d'anno e non può superare il 40% dei contributi dovuti12.
- Evasione: la sanzione è del 30% in ragione d'anno, fino a un massimo del 60% dei contributi non versati alle scadenze12.
Dal 1° settembre 2024, con il D.L. 19/2024, è stato introdotto un meccanismo di ravvedimento: chi paga entro 120 giorni dalla scadenza, in un'unica soluzione e spontaneamente, prima di contestazioni o richieste dell'ente, si vede applicare la sanzione al solo tasso ufficiale di riferimento, senza maggiorazione12. Per chi si accorge di un mancato versamento, quindi, agire in fretta riduce in modo sensibile il costo. Per approfondire rischi e rimedi si può leggere l'articolo su contributi INPS non pagati, sanzioni e rimedi.
Rateazione dei debiti contributivi dopo la circolare 60/2026
Con la circolare n. 60/2026, comunicata il 21 maggio 2026, l'INPS ha adottato un nuovo regolamento di dilazione: fino a 36 rate mensili per i debiti fino a 500.000 euro e fino a 60 rate mensili per quelli da 500.000,01 euro in su13. La nuova disciplina supera il precedente sistema che richiedeva l'autorizzazione ministeriale per le dilazioni oltre le 24 rate13. Sugli effetti pratici per gli autonomi si veda anche l'articolo su sanzioni piene e rateizzazione in 60 rate.
Requisiti della dilazione amministrativa
La rateazione in fase amministrativa vale per i debiti per i quali, alla data della domanda, non risultano avvisi di addebito14. La domanda deve comprendere l'intera esposizione debitoria, per contributi e sanzioni civili, verso tutte le gestioni INPS, accertata alla data di presentazione14. Il pagamento dilazionato comporta gli interessi di dilazione al tasso vigente alla data della domanda; la scheda di servizio prevede anche la possibilità di una seconda dilazione e l'estinzione anticipata14. Per chi ha anni di contributi arretrati e si preoccupa degli effetti sulla pensione, è utile la guida su regolarizzazione dei contributi arretrati delle partite IVA.
Errori frequenti
- Dare per scontata la riduzione forfettaria: senza domanda telematica entro il 28 febbraio la riduzione del 35% non si applica10.
- Confondere minimale ed eccedente: per artigiani e commercianti le quattro rate fisse coprono solo il reddito minimale; il resto si paga con acconti e saldo69.
- Usare le date dell'anno precedente: le scadenze delle rate fisse e degli acconti cambiano ogni anno e le schede INPS non sempre sono aggiornate59.
- Sbagliare la causale nel F24: per rateizzare saldo e primo acconto della Gestione separata occorre la «R» accanto alla causale P10 o PXX5.
- Chiedere una dilazione parziale: la domanda deve includere tutto il debito verso tutte le gestioni INPS14.
- Attendere l'avviso di addebito: una volta formato l'avviso, la rateazione amministrativa non è più disponibile per quel debito14.
- Lasciar passare i 120 giorni: oltre questo termine si perde la sanzione ridotta del ravvedimento12.
Quando rivolgersi a un professionista
Il supporto di un consulente del lavoro o di un commercialista è consigliabile quando:
- si cambia attività o regime fiscale e occorre capire a quale gestione si è tenuti a iscriversi, o se si ha diritto all'aliquota ridotta per chi è già assicurato altrove;
- si valuta la riduzione del 35% da forfettario e il suo impatto sulla pensione futura;
- si sono accumulati arretrati e bisogna scegliere tra ravvedimento, rateazione amministrativa o gestione dell'avviso di addebito;
- il debito è elevato e conviene pianificare una dilazione lunga, tenendo conto degli interessi e del rischio di decadenza;
- si è iscritti a una cassa professionale e si devono incrociare dichiarazione reddituale, minimi e conguagli.
Un controllo annuale, tra la pubblicazione delle circolari di inizio anno e la scadenza di giugno, permette di aggiornare aliquote e calendario e di evitare sanzioni.
Domande frequenti
Quanto paga di contributi un professionista con partita IVA senza cassa?
Per il 2026 il professionista iscritto solo alla Gestione separata versa il 26,07% del reddito, fino al massimale di 122.295 euro. Se è già pensionato o assicurato presso un'altra gestione obbligatoria, l'aliquota scende al 24% ai fini IVS.
Quando si pagano i contributi fissi di artigiani e commercianti per il 2026?
Il contributo sul reddito minimale di 18.808 euro si versa in quattro rate: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 17 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. Il contributo sul reddito eccedente si paga invece con acconti e saldo alle scadenze delle imposte sui redditi.
Come si ottiene la riduzione del 35% dei contributi per i forfettari?
Bisogna essere iscritti alla gestione artigiani o commercianti in regime forfettario e presentare la domanda telematica dal Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti entro il 28 febbraio. La riduzione non è automatica e non riguarda i professionisti della Gestione separata.
Cosa succede se pago i contributi in ritardo?
Si applicano le sanzioni civili dell'art. 116 della legge 388/2000: in caso di omissione, il tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti annui, entro un tetto del 40%. Se si paga spontaneamente e in un'unica soluzione entro 120 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce al solo tasso ufficiale di riferimento.
In quante rate si possono dilazionare i debiti contributivi INPS?
Con la circolare n. 60/2026 la dilazione arriva fino a 36 rate mensili per debiti fino a 500.000 euro e fino a 60 rate oltre tale soglia. La rateazione amministrativa è possibile solo se non sono già stati formati avvisi di addebito e la domanda deve comprendere l'intero debito verso tutte le gestioni INPS.
Fonti (14)
- 1.Portale Inps - Gestione Separata: le aliquote contributive per il 2026Fonte ufficiale · inps.it ·
- 2.Portale Inps - Gestioni artigiani e commercianti: i contributi per il 2026Fonte ufficiale · inps.it ·
- 3.
- 4.
- 5.Portale Inps - F24 per professionisti iscritti alla Gestione SeparataFonte ufficiale · inps.it ·
- 6.Direzione Centrale EntrateFonte ufficiale · inps.it ·
- 7.Direzione Centrale EntrateFonte ufficiale · inps.it ·
- 8.Contributi Gestione separata INPS 2026 - FISCOeTASSE.comfiscoetasse.com ·
- 9.Portale Inps - Aliquote e contributi artigianiFonte ufficiale · inps.it
- 10.Forfettari, presentazione della domanda di riduzione dei contributi Inpsntplusfisco.ilsole24ore.com ·
- 11.Contributi previdenziali INARCASSA 2026 - FISCOeTASSE.comfiscoetasse.com ·
- 12.Portale Inps - Sanzioni per inadempimento dell'obbligo contributivoFonte ufficiale · inps.it
- 13.Portale Inps - Nuova disciplina per la rateazione dei debiti contributiviFonte ufficiale · inps.it ·
- 14.Portale Inps - Rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativaFonte ufficiale · inps.it










