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    Contributi INPS arretrati partite IVA: regolarizzazione 2026

    A cura della Redazione ProfessionistaAI6 ottobre 20263 min di letturaAggiornato: 16 ottobre 2026 alle ore 17:31
    Contributi INPS arretrati partite IVA: regolarizzazione 2026

    Il 2 ottobre 2026 l'INPS ha diffuso il messaggio n. 3113, con cui dettaglia le regole operative sulle omissioni contributive dei lavoratori autonomi e le conseguenze sulla decorrenza della pensione 1. Per centinaia di migliaia di partite IVA il segnale è inequivocabile: chi ha contributi scoperti rischia non solo sanzioni, ma lo slittamento del trattamento pensionistico.

    Chi è coinvolto e cosa prevede il messaggio 3113

    Il messaggio si rivolge a una platea vasta: artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali e — dato cruciale — tutti gli iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 335/1995 2. Vi rientrano dunque liberi professionisti senza cassa, collaboratori e titolari di partita IVA parasubordinati 5. Il documento chiarisce l'ambito applicativo della circolare n. 110 del 7 ottobre 2022, distinguendo i casi in cui lo slittamento della decorrenza pensionistica si applica da quelli in cui non opera 3.

    La regola cardine è la seguente: se alla data della domanda di pensione il lavoratore autonomo non ha perfezionato il requisito contributivo minimo a causa di omissioni riferite a periodi precedenti, e regolarizza tali periodi — determinanti per il diritto — dopo la presentazione della domanda, la decorrenza della pensione slitta al primo giorno del mese successivo alla regolarizzazione stessa 2. Ogni mese di ritardo nel sanare l'omissione è, in pratica, un mese di pensione perduto.

    Regolarizzazione: modalità operative e codici tributo

    Chi intende mettersi in regola deve utilizzare il modello F24-EP. La tabella dei codici tributo aggiornata al 1° ottobre 2026 dall'Agenzia delle Entrate prevede voci specifiche: il codice SGS1 per le sanzioni civili della Gestione separata, i codici SC01 e SC02 rispettivamente per sanzioni civili e amministrative con indicazione del periodo nel formato MM/AAAA, e il codice CR per il recupero dei contributi arretrati dei commercianti 6. Questi strumenti garantiscono una tracciabilità puntuale della regolarizzazione, elemento essenziale per dimostrare all'INPS la data esatta del versamento e accelerare la liquidazione della pensione.

    Un aspetto spesso trascurato: i contributi previdenziali versati in ritardo — incluse le sanzioni civili — restano deducibili dal reddito. Le istruzioni del modello 730/2026 confermano le regole di deduzione per i titolari di partita IVA, con riferimento ai limiti e alle percentuali applicabili anche ai versamenti tardivi 7. Un elemento che può attenuare sensibilmente l'impatto finanziario dell'operazione.

    Pensione bloccata: il rischio concreto

    La classificazione del messaggio nell'area "Lavoro e Previdenza – Sanzioni" da parte dei principali osservatori professionali conferma la portata sanzionatoria delle omissioni 4. Non si tratta di un adempimento formale: contributi scoperti possono determinare il rigetto della domanda di pensione fino alla completa regolarizzazione. Il messaggio 3113 precisa tuttavia un'eccezione: in caso di domanda di supplemento di pensione, le omissioni regolarizzate dopo la presentazione non comportano rigetto; una volta sanate, l'interessato può chiedere la ricostituzione del supplemento 2. Per gli iscritti alla Gestione separata occorre particolare attenzione, poiché la circolare si applica anche quando non trova applicazione il minimale contributivo 2, ampliando il perimetro dei soggetti esposti.

    Ogni lavoratore autonomo e ogni professionista con partita IVA dovrebbe verificare immediatamente la propria posizione contributiva sul cassetto previdenziale INPS, individuare eventuali periodi scoperti e procedere al versamento prima di presentare domanda di pensione. Regolarizzare in anticipo significa evitare lo slittamento della decorrenza e non perdere mesi di trattamento. Il coordinamento con il proprio consulente del lavoro o commercialista, anche ai fini della corretta deduzione fiscale dei versamenti effettuati, è il primo passo da compiere questa settimana.