Vai al contenuto principale

Privacy & Cookie

Questo sito utilizza esclusivamente strumenti tecnici necessari al suo funzionamento. Non sono presenti cookie di profilazione né strumenti di tracciamento di terze parti. Maggiori dettagli nella Privacy Policy.

contributi inps

Bonus Giovani Donne ZES 2026: esoneri contributivi e domanda

A cura della Redazione ProfessionistaAI25 maggio 20263 min di letturaAggiornato: 27 maggio 2026 alle ore 16:14
Bonus Giovani Donne ZES 2026: esoneri contributivi e domanda

Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, in vigore dal 1° maggio 1, ha introdotto tre esoneri contributivi totali destinati a incentivare l'occupazione stabile di giovani svantaggiati, donne in condizioni di difficoltà e imprese operanti nelle ZES del Mezzogiorno. L'INPS ha reso operative le misure con le circolari nn. 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026 2, aprendo la stagione delle domande telematiche tramite il Cassetto previdenziale.

Un cambio di filosofia: dallo sgravio universale all'inclusione mirata

Il Bonus Giovani 2026 segna una discontinuità netta rispetto al precedente decreto Coesione. L'esonero non è più accessibile a tutti gli under 35: il D.L. 62/2026 lo riserva a lavoratori effettivamente svantaggiati, vale a dire disoccupati da almeno due anni o con criticità occupazionali certificate 3. L'importo massimo è fissato a 650 euro mensili per dipendente 4, con durata di 24 mesi 3. Oltre alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, la misura copre anche la stabilizzazione di contratti a termine in essere 5, rispondendo all'obiettivo dichiarato di ridurre la precarietà giovanile.

Il Bonus Donne, disciplinato dall'art. 1 del medesimo decreto e regolato dalla circolare INPS n. 57/2026, riconosce lo sgravio contributivo per l'assunzione di lavoratrici svantaggiate — categoria che include donne in stato di disoccupazione protratta, residenti in aree depresse o con condizioni familiari specifiche 6. Anche qui la durata raggiunge i 24 mesi per i contratti a tempo indeterminato 6.

Il Bonus ZES (art. 3) si rivolge alle imprese con unità produttive ubicate nelle Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno, con obbligo di raccordo con la normativa sugli aiuti di Stato e i relativi massimali de minimis o di esenzione per categoria 7.

Procedura di domanda: tempi e insidie operative

Le tre misure condividono un'architettura procedurale comune. La domanda va presentata telematicamente dal datore di lavoro tramite il Cassetto previdenziale prima o contestualmente all'assunzione 8. È questo il punto critico su cui si concentrano gli errori più frequenti segnalati dall'INPS: la tempistica della richiesta e la verifica preventiva dei requisiti soggettivi del lavoratore 2.

Il datore deve autocertificare nella domanda il rispetto delle condizioni di incremento occupazionale netto 2. Ulteriori requisiti trasversali comprendono la regolarità contributiva (DURC) e il divieto di licenziamenti nei sei mesi precedenti l'assunzione agevolata 9. In caso di errori o omissioni, l'INPS non riconosce il beneficio retroattivamente per i periodi già coperti da UniEmens 2.

La fruizione dello sgravio avviene in sede di denuncia contributiva mensile UniEmens 7, e il beneficio è cumulabile con altri incentivi solo entro i limiti fissati dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato 8.

Cosa deve fare il professionista adesso

Per commercialisti e consulenti del lavoro il perimetro d'azione è definito. Primo: verificare puntualmente la condizione di svantaggio del lavoratore prima di presentare la domanda, perché il nuovo impianto non ammette sanatorie ex post 3. Secondo: rispettare rigorosamente la sequenza temporale domanda-assunzione, pena la perdita integrale del beneficio 2. Terzo: chi assiste imprese del Mezzogiorno deve incrociare il Bonus ZES con l'analisi dei massimali de minimis già fruiti dal cliente, per evitare lo sforamento che comporterebbe la restituzione integrale dell'aiuto 7. Quarto: monitorare la circolare n. 59 del 20 maggio 2026, attesa con istruzioni integrative sulle casistiche dubbie. La finestra operativa è aperta: chi non la presidia rischia di trasformare un vantaggio competitivo in un'occasione persa.