Secondo acconto forfettari 2026: scadenza 30 novembre, chi paga e come si calcola
A cura della Redazione ProfessionistaAIRevisionato da Pierlio Baratta, Commercialista
Pubblicato il 4 min di lettura

In sintesi
- Il secondo acconto dell'imposta sostitutiva dei forfettari va versato entro lunedì 30 novembre 2026.
- L'acconto è dovuto solo se l'imposta dichiarata per il 2025 supera 51,65 euro.
- Fino a 206 euro di acconto totale si paga tutto a novembre, oltre si divide in due rate uguali.
- Nell'F24 il codice tributo del secondo acconto o dell'unica soluzione è il 1791, da non confondere con il 1792 del saldo.
- Chi ha aperto la partita IVA nel 2025 di regola non versa acconti, mentre chi salta la scadenza può rimediare con il ravvedimento operoso.
Entro il 30 novembre 2026 le partite IVA in regime forfettario devono versare il secondo acconto dell'imposta sostitutiva, calcolato con le stesse regole dell'IRPEF1. Quest'anno la data cade di lunedì, quindi non c'è alcuno slittamento. Il versamento riguarda l'imposta del 2026, il cui saldo arriverà nel 2027.
Chi deve pagare e quanto
L'acconto è dovuto se l'imposta dichiarata quest'anno, cioè quella relativa al 2025, è superiore a 51,65 euro1. Sotto questa soglia non si versa nulla2. Ricordiamo che l'imposta sostitutiva è del 15% sul reddito netto e scende al 5% per le nuove attività3.
L'importo è pari al 100% dell'imposta dichiarata (metodo storico) oppure al 100% della minore imposta che il contribuente prevede di dover versare per il 2026 (metodo previsionale)1. Per i forfettari la ripartizione funziona così1:
- acconto totale fino a 206 euro: un unico versamento entro il 30 novembre;
- acconto totale oltre 206 euro: due rate di pari importo, la prima entro la scadenza estiva e la seconda entro il 30 novembre.
Un esempio con il metodo storico: chi ha dichiarato 1.000 euro di imposta per il 2025 deve 1.000 euro di acconto, divisi in due rate da 500 euro. Chi ha dichiarato 180 euro versa tutto a novembre. Chi ha dichiarato 50 euro non deve acconti. Per la prima rata ISA e forfettari hanno goduto del differimento estivo4, come spiegato nell'articolo sulla scadenza del 20 luglio 2026 per saldo e acconto.
Chi è escluso
Chi ha avviato l'attività nel 2025 non deve versare acconti, perché manca il dato storico su cui calcolarli3. È la stessa regola applicata negli anni scorsi a chi entrava per la prima volta nel regime5. Il caso di chi lascia il forfettario e passa all'ordinario segue regole proprie: secondo Il Sole 24 Ore, in quel caso l'acconto dell'imposta sostitutiva non è dovuto3. Per tutti i requisiti del regime si può consultare la guida completa al regime forfettario.
Codici tributo F24 ed errori frequenti
I codici sono stati istituiti nel 2015 e restano validi6:
- 1790: acconto prima rata;
- 1791: acconto seconda rata o in unica soluzione;
- 1792: saldo.
A novembre si usa quindi il 1791, nella sezione Erario dell'F2467. Gli errori più comuni sono tre. Il primo è scambiare il 1791 con il 1792, che serve per il saldo7. Il secondo è usare il 1793, che riguardava l'acconto del vecchio regime dei minimi e non il forfettario5. Il terzo è sottostimare il reddito con il metodo previsionale: se la stima si rivela sbagliata, sulla differenza non versata scatta la sanzione per omesso versamento del 25%2.
Per chi è iscritto alla gestione artigiani e commercianti, novembre porta anche i contributi INPS. La terza rata del minimale 2026 scade il 17 novembre 20268. Il contributo sul reddito eccedente il minimale si versa in due acconti di pari importo, calcolati sul reddito d'impresa dell'anno precedente8. Le istruzioni per il saldo 2025 e l'acconto 2026 sono nella circolare INPS n. 62 del 27 maggio 20269.
Cosa fare entro il 30 novembre
- Riprendere il modello Redditi 2026 e verificare l'imposta sostitutiva dichiarata. Se supera 51,65 euro l'acconto è dovuto1.
- Controllare quanto è stato versato con la prima rata e calcolare la seconda, di pari importo1.
- Valutare il metodo previsionale solo se il calo di reddito nel 2026 è certo e documentabile2.
- Compilare l'F24 con il codice 1791 e l'anno di riferimento 20266.
Se la scadenza salta, conviene ricorrere subito al ravvedimento operoso. Dopo il D.Lgs. 87/2024 la sanzione ordinaria per omesso versamento è scesa dal 30% al 25%4. Entro 90 giorni la sanzione di riferimento è il 12,5%, ridotta all'1,25% se si paga dal 15° al 30° giorno e all'1,39% dal 31° al 90° giorno, più gli interessi al tasso legale4. Per i versamenti non si applica il cumulo giuridico10. Chi guarda già al prossimo anno trova le novità in discussione nell'articolo sulle nuove soglie del regime forfettario 2027.
Domande frequenti
Ho aperto la partita IVA forfettaria nel 2025: devo pagare il secondo acconto?
Di regola no: chi ha avviato l'attività nel 2025 non ha un dato storico su cui calcolare l'acconto e quindi non lo versa .
Se il mio acconto totale è di 200 euro, quando lo pago?
Tutto in un'unica soluzione entro il 30 novembre, perché l'importo non supera 206 euro . Nell'F24 va usato il codice 1791 .
Cosa rischio se uso il metodo previsionale e sbaglio la stima?
Sulla differenza tra quanto dovuto e quanto versato si applica la sanzione per omesso versamento del 25% , che si può ridurre con il ravvedimento operoso .
Fonti (10)
- 1.Cittadini - Come si paga l'Irpef - Agenzia delle EntrateFonte ufficiale · agenziaentrate.gov.it ·
- 2.
- 3.Forfettari senza acconto per chi passa all’ordinarioquotidiano.ilsole24ore.com ·
- 4.
- 5.
- 6.
- 7.Codice Tributo 1792 - Come compilare il Modello F24Fonte ufficiale · www1.agenziaentrate.gov.it
- 8.Portale Inps - Aliquote e contributi artigianiFonte ufficiale · inps.it ·
- 9.Artigiani, commercianti e Gestione Separata: indicazioni ...Fonte ufficiale · inps.it ·
- 10.Schede - Ravvedimento - Come regolarizzare - Agenzia delle EntrateFonte ufficiale · agenziaentrate.gov.it


