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    Scadenza 20 luglio 2026: saldo e acconto forfettari e P.IVA

    A cura della Redazione ProfessionistaAI7 luglio 20263 min di letturaAggiornato: 8 luglio 2026 alle ore 09:05
    Scadenza 20 luglio 2026: saldo e acconto forfettari e P.IVA

    Il 20 luglio 2026 è la prossima scadenza operativa per i contribuenti forfettari e le partite IVA alle prese con il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026. Per chi ha avviato la rateizzazione con prima rata al 30 giugno, è il termine per la seconda rata; per chi ha deciso di differire l'intero pagamento, il limite ultimo è il 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Un doppio binario che impone attenzione nella gestione della liquidità estiva.

    Il doppio binario: 20 luglio e 30 luglio

    Il termine ordinario per il versamento del saldo dell'imposta sostitutiva 2025 e della prima rata di acconto 2026 è il 30 giugno 2026 1. Il contribuente che non rispetta questa data può versare entro il 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, ai sensi dell'art. 17, comma 2, del D.P.R. 435/2001 1. Le partite IVA dispongono dunque di una finestra estesa rispetto ai contribuenti ordinari 6.

    Chi ha invece scelto la rateizzazione con prima rata regolarmente versata al 30 giugno deve rispettare il 20 luglio 2026 come termine per la seconda rata 7. Se la prima rata scade il 30 luglio — per chi si avvale del differimento — la seconda slitta al 20 agosto 2026, con interessi dello 0,18% 3. Gli interessi da rateazione vanno versati separatamente dall'imposta 3.

    L'acconto 2026 va versato in unica soluzione entro il 30 novembre se l'importo è inferiore a 257,52 euro; se pari o superiore, si divide in due rate: 40% entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione) e 60% entro il 30 novembre 4. Per i soggetti ISA la ripartizione è diversa: due rate da 50% ciascuna 4.

    Forfettari: le novità 2026 che incidono sul calcolo

    La Legge di Bilancio 2026 ha innalzato a 35.000 euro la soglia di redditi da lavoro dipendente o pensione compatibile con il regime forfettario 9. L'ampliamento della platea porta nuovi contribuenti a misurarsi per la prima volta con il versamento dell'imposta sostitutiva al 15% — o al 5% per le start-up nei primi cinque anni di attività 1.

    Lo scadenzario dell'Agenzia delle Entrate conferma che il forfettario versa a titolo di saldo 2025 e primo acconto 2026 l'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali 2. Il versamento si effettua in unica soluzione o come prima rata, senza maggiorazione se entro il 30 giugno 2.

    Partite IVA cessate nel 2025: l'obbligo non si estingue

    La cessazione della partita IVA nel corso del 2025 non cancella l'obbligo dichiarativo né quello di versamento per il periodo di attività. Il contribuente — o i suoi eredi in caso di decesso — è tenuto a presentare il Modello Redditi PF 2026 e a versare il saldo dovuto alle stesse scadenze dei contribuenti attivi 8. La dichiarazione cartacea degli eredi rientra nel medesimo calendario del 30 giugno, con possibilità di proroga al 30 luglio 8.

    Checklist operativa per il professionista

    Entro il 20 luglio: versare la seconda rata se la rateizzazione è iniziata il 30 giugno. Entro il 30 luglio: versare saldo e primo acconto in unica soluzione o come prima rata, con maggiorazione dello 0,40%, se non si è pagato al 30 giugno. Verificare se l'acconto supera i 257,52 euro per decidere tra unica soluzione a novembre e doppia rata. Controllare l'applicabilità del regime forfettario alla luce della nuova soglia di 35.000 euro introdotta dalla manovra 2026. Per le partite IVA cessate, accertarsi che la dichiarazione sia stata presentata e il saldo versato: l'omissione espone a sanzioni ordinarie.