Forfettari 2026: controlli fiscali estesi a cinque anni, cosa cambia
A cura della Redazione ProfessionistaAIRevisionato da Pierlio Baratta, Commercialista
Pubblicato il 4 min di lettura

In sintesi
- Per i forfettari vale lo stesso termine di accertamento degli altri contribuenti: il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione, il settimo in caso di omissione.
- Fattura elettronica, precompilata e incroci automatici con dati bancari e catastali rendono concreta la verifica sull'intera finestra quinquennale.
- I contribuenti vicini al tetto di 85.000 euro di ricavi sono i più esposti alle verifiche retroattive sul rispetto della soglia.
- L'Agenzia interpreta le agevolazioni del regime in senso restrittivo, come mostra l'interpello sulla tassa etica applicata ai forfettari.
- Monitoraggio trimestrale dei ricavi, conservazione ordinata dei documenti e valutazione del concordato con il consulente sono i presidi principali.
L'art. 57 del DPR 633/1972 fissa il termine ordinario di decadenza per gli accertamenti al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, senza eccezioni per i contribuenti in regime forfettario1. Dal 2026, con la piena operatività della fatturazione elettronica e l'ampliamento dei controlli incrociati automatizzati, l'Agenzia delle Entrate dispone degli strumenti per rendere effettiva questa finestra quinquennale su oltre 2 milioni di partite IVA2.
Il termine di accertamento per i forfettari
La semplificazione contabile del regime non incide sui tempi a disposizione del Fisco. Il termine ordinario resta quello quinquennale e, in caso di dichiarazione omessa, si estende fino al 31 dicembre del settimo anno successivo1. Anche l'esonero dalle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) non comporta alcuna riduzione dei poteri di accertamento3.
Per un approfondimento sul venir meno delle riduzioni dei termini, si veda l'analisi sulla fine della riduzione dei termini di accertamento per i forfettari.
Perché i controlli diventano più efficaci
Per anni la semplificazione contabile ha ridotto di fatto l'esposizione dei forfettari a controlli sostanziali: con flussi informativi limitati, l'Amministrazione faticava a incrociare i dati. Oggi il quadro è diverso. La dichiarazione precompilata integra oltre un miliardo di informazioni trasmesse ogni anno all'Anagrafe tributaria da banche, casse previdenziali e altri soggetti terzi4, e l'Agenzia incrocia automaticamente i compensi dichiarati con dati bancari e catastali5.
Il contesto di finanza pubblica spinge nella stessa direzione. La Corte dei Conti ha rilevato che l'82% del gettito IRPEF proviene da dipendenti e pensionati e ha indicato nei lavoratori autonomi l'area prioritaria per la riduzione del tax gap6. Il deficit 2025, superiore alle attese, accresce la pressione verso il recupero di gettito6. Sul ruolo della e-fattura nei controlli è utile anche l'articolo sullo stop allo sconto sui controlli legato alla fattura elettronica.
La soglia degli 85.000 euro come terreno di verifica
Circa 81.000 forfettari operano in prossimità del tetto di ricavi di 85.000 euro2. Le regole sono due:
- il superamento degli 85.000 euro comporta l'uscita dal regime dall'anno successivo2;
- oltre i 100.000 euro la cessazione è immediata, con obbligo di applicare l'IVA sulle operazioni dell'anno in corso2.
Nell'arco dei cinque anni, la verifica retroattiva del rispetto di queste soglie diventa il principale terreno di contestazione. Chi si avvicina al limite deve quindi poter dimostrare, anno per anno, la correttezza dei ricavi dichiarati. Sulle prospettive delle soglie si veda anche la guida su nuove soglie e verifiche del regime forfettario 2027.
L'orientamento restrittivo dell'Agenzia
La linea interpretativa dell'Amministrazione trova conferma nell'interpello n. 285/2025, che ha esteso la cosiddetta tassa etica ai forfettari, calcolando l'addizionale del 25% sulla base imponibile ridotta7. La tendenza è univoca: le agevolazioni del regime non vengono lette in senso estensivo, e questo vale anche in sede di controllo sui requisiti.
Concordato preventivo biennale e conservazione dei documenti
Il concordato preventivo biennale, esteso ai forfettari dal D.Lgs. n. 13/2024, consente di predeterminare il reddito imponibile per due annualità, con effetto protettivo rispetto agli accertamenti ordinari8. Non copre i controlli sui requisiti di accesso al regime, ma riduce l'area di contestazione. L'adesione va valutata con il consulente, verificandone l'applicabilità alle annualità di interesse.
Sul piano documentale, l'obbligo di conservazione delle scritture contabili si estende ad almeno dieci anni1. Fatture elettroniche, estratti conto, contratti e documentazione di spesa devono restare accessibili per l'intera finestra di accertamento, anche se il regime non prevede la deduzione analitica dei costi.
Cosa fare in pratica
- Verificare ogni trimestre il volume dei ricavi, per non superare inconsapevolmente le soglie di 85.000 e 100.000 euro.
- Conservare ogni documento rilevante per tutta la finestra di accertamento, tenendo presente l'obbligo civilistico di almeno dieci anni per le scritture contabili1.
- Valutare con il consulente l'adesione al concordato preventivo biennale come presidio rispetto agli accertamenti ordinari8.
- Non sottovalutare il potere informativo della precompilata, che consente all'Agenzia di rilevare ogni disallineamento tra compensi dichiarati e dati in suo possesso5.
La finestra quinquennale non è più un dato normativo astratto: è un rischio concreto, gestibile solo con una disciplina amministrativa costante.
Domande frequenti
Entro quando l'Agenzia può accertare un forfettario?
Entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; se la dichiarazione è omessa, entro il settimo anno .
L'esonero dalle LIPE riduce i controlli sui forfettari?
No. L'esonero dalle liquidazioni periodiche IVA non comporta alcuna riduzione dei poteri di accertamento dell'Agenzia .
Cosa succede se si superano i 100.000 euro di ricavi?
L'uscita dal regime è immediata e l'IVA va applicata alle operazioni dell'anno in corso; tra 85.000 e 100.000 euro l'uscita scatta invece dall'anno successivo .
Fonti (8)
- 1.
- 2.
- 3.
- 4.PERSONE FISICHE FASCICOLO 2 – Istruzioni Redditi PF 2026 (Agenzia delle Entrate / MEF)Fonte ufficiale · infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it ·
- 5.Redditi PF 2026 precompilato – Quando e come presentare il modello (Agenzia delle Entrate)Fonte ufficiale · agenziaentrate.gov.it ·
- 6.
- 7.
- 8.Concordato preventivo biennale per forfettari – Speciale Il Sole 24 Orentplusfisco.ilsole24ore.com ·


