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    regime forfettario

    Regime forfettario 2027: nuove soglie e verifiche entro dicembre

    A cura della Redazione ProfessionistaAI8 ottobre 20263 min di letturaAggiornato: 16 ottobre 2026 alle ore 17:02
    Regime forfettario 2027: nuove soglie e verifiche entro dicembre

    La legge di bilancio 2027 si prepara a modificare le regole del regime forfettario, con proposte che spaziano dall'innalzamento del tetto dei ricavi a 100.000 euro fino alla revisione della causa ostativa legata al reddito da lavoro dipendente 1. Per gli oltre 1,2 milioni di contribuenti che nel 2023 risultavano in regime agevolato 4, i mesi che separano dal 31 dicembre sono decisivi: la verifica delle soglie non ammette ritardi.

    Le proposte sul tavolo della manovra

    Il quadro politico è ancora fluido. La Lega chiede di portare da 85.000 a 100.000 euro il limite di ricavi o compensi entro cui applicare la flat tax al 15% (o al 5% per le start-up), mentre Forza Italia punta ad allargare da 35.000 a 40.000 euro il tetto di reddito da lavoro dipendente oltre il quale scatta la causa ostativa all'accesso 1. Entrambe le proposte si scontrano con un duplice ostacolo: le coperture finanziarie e la necessità di ottenere il via libera di Bruxelles, che richiederebbe una modifica ad hoc della direttiva comunitaria n. 2006/112 2. Il risultato è un'incertezza normativa che costringe i professionisti a ragionare su scenari alternativi.

    Nel frattempo, la disciplina vigente — articolo 1, commi da 54 a 89 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 — resta il riferimento obbligato 3. La verifica del rispetto delle condizioni di accesso e delle cause ostative deve avvenire al termine di ciascun periodo d'imposta, con effetti sulla permanenza nel regime a partire dall'anno successivo 5. Chi supera le soglie nel 2026 perde il forfettario dal 2027, indipendentemente dall'eventuale riforma.

    Il nodo dei falsi forfettari e gli errori di calcolo

    Il MEF stima in 314.958 i cosiddetti "falsi forfettari" nel 2023: soggetti che hanno superato le soglie pur restando nel regime agevolato, alimentando un gap fiscale in crescita 4. Il fenomeno non è sempre frutto di dolo. Un errore frequente riguarda il computo della soglia di 35.000 euro da lavoro dipendente: come chiarito dal Sole 24 Ore nella rubrica L'Esperto Risponde, nel calcolo vanno inclusi anche i compensi formalmente esenti ai fini IRPEF, come quelli sportivi 6. Chi sbaglia questo conteggio rischia di trovarsi, in sede dichiarativa, obbligato ad assoggettare a tassazione ordinaria compensi che credeva agevolati 8.

    La fascia di reddito da lavoro dipendente compresa tra 20.000 e 40.000 euro — quella in cui si colloca l'ulteriore detrazione IRPEF — coincide con la zona di massimo rischio per i contribuenti che cumulano redditi da dipendente e partita IVA forfettaria 8. Un incremento retributivo di fine anno, uno straordinario non previsto o un premio di risultato possono bastare a far scattare la causa ostativa.

    Cosa fare prima del 31 dicembre

    La pianificazione fiscale di fine anno richiede azioni concrete. Il primo passo è ricostruire con precisione il reddito da lavoro dipendente e assimilato maturato nel 2026, includendo ogni voce — anche quelle apparentemente irrilevanti 6. Il secondo è proiettare i ricavi o compensi da attività autonoma per verificare il rispetto del limite di 85.000 euro, ricordando che il meccanismo di decadenza nel forfettario è sempre differito all'anno successivo 5.

    Chi si trova in prossimità delle soglie deve valutare anche le interazioni con il concordato preventivo biennale 2026-2027: l'adesione comporta l'anticipazione di due anni dei termini di decadenza per l'accertamento, un fattore che incide sulla convenienza del passaggio al regime ordinario 7. Non attendere la pubblicazione della legge di bilancio per agire: le soglie vigenti sono certe, quelle future no. Il professionista che arriva a gennaio senza aver verificato i numeri di dicembre rischia di scoprire troppo tardi di aver perso il regime agevolato — e di dover ricalcolare un intero anno di imposte.