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    Regime forfettario 2026: limiti, esclusioni e rischi della flat tax

    A cura della Redazione ProfessionistaAIRevisionato da Pierlio Baratta, Commercialista

    Pubblicato il 4 min di lettura

    Regime forfettario 2026: limiti, esclusioni e rischi della flat tax

    In sintesi

    • La Commissione europea, nel Country Report 2026, considera il regime forfettario distorsivo e chiede all'Italia una revisione, anche se per ora non si tratta di un obbligo vincolante.
    • Chi supera i 100.000 euro di ricavi in corso d'anno esce subito dal regime e deve applicare l'IVA dall'operazione che ha causato lo sforamento.
    • L'Agenzia delle Entrate monitora in modo mirato i contribuenti vicini alla soglia degli 85.000 euro per scovare la frammentazione artificiale dei ricavi.
    • Saldo 2025 e primo acconto 2026 vanno versati entro il 30 giugno, oppure entro il 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40%, con possibilità di rateizzare fino a novembre.
    • Chi perde i requisiti del regime deve ricalcolare i contributi INPS in misura piena, anche per chi aveva scelto la riduzione del 35%.

    Il regime forfettario è sotto pressione su più fronti. La Commissione europea lo ha criticato nel Country Report 2026. L'Agenzia delle Entrate intensifica i controlli sulle soglie di ricavo. E tra giugno e luglio arrivano le scadenze di saldo e acconto. Per le partite IVA con la flat tax al 15%, il rischio di perdere il regime agevolato è oggi concreto.

    La posizione della Commissione europea

    Il Country Report 2026 sull'Italia, pubblicato dalla Commissione europea il 3 giugno, definisce il regime forfettario un fattore distorsivo. Secondo il documento erode la base imponibile e scoraggia la crescita delle attività economiche1. La soglia degli 85.000 euro, sempre secondo la Commissione, spingerebbe a comportamenti scorretti per non perdere le agevolazioni. Ne deriverebbe un effetto-tetto che frena l'espansione delle micro-imprese1.

    La critica non riguarda solo la flat tax. La Commissione boccia anche i condoni fiscali: per Bruxelles entrambi frenano la lotta all'evasione2. Rilievi simili erano già arrivati dal Fondo Monetario Internazionale. Ora l'UE chiede all'Italia una revisione strutturale per una maggiore equità contributiva2.

    Non c'è ancora un obbligo vincolante, ma il segnale politico è chiaro. Per un inquadramento più ampio sul tema vedi l'approfondimento su stretta UE e controlli del Fisco sul forfettario.

    Le cause di esclusione nel modello Redditi PF 2026

    Le istruzioni al modello Redditi PF 2026 confermano le cause che impediscono di restare nel regime3:

    • partecipazione in società di persone;
    • esercizio di attività in regime speciale IVA;
    • spese per lavoro dipendente e collaboratori superiori a 20.000 euro lordi;
    • redditi di lavoro dipendente o assimilati oltre 30.000 euro.

    Il punto più delicato resta il superamento dei ricavi. Chi supera i 100.000 euro in corso d'anno esce subito dal regime. L'IVA va applicata già dall'operazione che ha determinato lo sforamento3.

    Controlli mirati vicino alla soglia degli 85.000 euro

    L'Agenzia delle Entrate ha inserito il contrasto all'uso improprio del forfettario tra le priorità strategiche per il biennio 2025-20264. Il bilancio di esercizio 2025 dell'Agenzia indica un monitoraggio mirato dei contribuenti vicini alla soglia degli 85.000 euro. L'obiettivo è individuare la frammentazione artificiale dei ricavi4.

    In pratica, chi chiude l'anno appena sotto il limite, oppure sposta incassi o divide l'attività, è più esposto alle verifiche. Sul tema leggi anche l'analisi sui controlli fiscali ai forfettari estesi a cinque anni.

    Contributi INPS: riduzione del 35% e perdita dei requisiti

    La Circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 regola il versamento dei contributi a saldo 2025 e in acconto 2026. Contiene istruzioni specifiche per i forfettari che hanno scelto la riduzione contributiva del 35%5.

    In due casi i contributi vanno ricalcolati nella misura ordinaria, con possibili recuperi e sanzioni5:

    • la comunicazione telematica non è stata inviata nei termini;
    • si sono persi i requisiti del regime.

    Se il forfettario viene perso in corso d'anno, i contributi sono dovuti in misura piena con effetto retroattivo dal 1° gennaio6.

    Il calendario dei versamenti di giugno e luglio

    Saldo 2025 e primo acconto 2026 vanno versati entro il 30 giugno. Si può rinviare al 31 luglio pagando una maggiorazione dello 0,40%7.

    I forfettari possono rateizzare con rate mensili fino a novembre 2026, maggiorate degli interessi8. Dopo il 31 luglio scattano le sanzioni ordinarie, riducibili solo con il ravvedimento operoso8.

    Il decreto Carburanti ter e i pagamenti della PA

    Il decreto Carburanti ter, convertito il 12 giugno 2026, introduce un nuovo obbligo per le pubbliche amministrazioni. Prima di ogni pagamento devono verificare per via telematica la posizione dei professionisti presso la banca dati degli agenti della riscossione9.

    Per i forfettari che lavorano con la PA, questo può pesare sulla liquidità proprio nel periodo dei versamenti di saldo e acconto.

    Cosa fare subito

    • Verificare le cause di esclusione. Controllare la propria posizione rispetto a ciascuna causa ostativa, in particolare l'andamento dei ricavi vicino agli 85.000 euro.
    • Controllare la pratica INPS. Accertarsi che la comunicazione per la riduzione contributiva del 35% sia stata presentata correttamente e nei termini.
    • Rispettare le scadenze. Pagare saldo e acconto entro il 30 giugno, oppure entro il 31 luglio con maggiorazione. Se la liquidità è sotto pressione, valutare la rateizzazione.
    • Pianificare l'eventuale uscita. Chi si avvicina ai 100.000 euro deve preparare con il consulente la fuoriuscita immediata dal regime, con le conseguenze su IVA e contributi. Per decidere, è utile il confronto tra regime forfettario e regime ordinario.

    Domande frequenti

    Cosa succede se supero i 100.000 euro di ricavi durante l'anno?

    Si esce subito dal regime forfettario e si deve applicare l'IVA dall'operazione che ha determinato il superamento . Anche i contributi INPS diventano dovuti in misura piena, con effetto retroattivo dal 1° gennaio .

    Entro quando vanno pagati saldo 2025 e primo acconto 2026?

    Entro il 30 giugno, oppure entro il 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40% . I forfettari possono rateizzare con rate mensili fino a novembre 2026, maggiorate degli interessi .

    Le critiche della Commissione europea cancellano già il forfettario?

    No. Il Country Report 2026 critica il regime e chiede una revisione strutturale , ma non si tratta di un obbligo vincolante per l'Italia.

    Fonti (9)

    1. 1.
    2. 2.
    3. 3.
    4. 4.
      Agenzia delle Entrate – Bilancio di esercizio 2025 (pubblicato maggio 2026)Fonte ufficiale · agenziaentrate.gov.it ·
    5. 5.
    6. 6.
    7. 7.
    8. 8.
      Agenzia delle Entrate – Scadenzario: imposte sostitutive al 30 giugno 2026Fonte ufficiale · www1.agenziaentrate.gov.it ·
    9. 9.

    La guida completa

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