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    Accertamento, controlli e riscossione: guida a ISA, concordato, cartelle e rate

    A cura della Redazione ProfessionistaAIRevisionato da Pierlio Baratta, Commercialista

    Pubblicato il Ultima revisione il 11 min di lettura

    Figura di spalle in un lungo corridoio con porte identiche, una socchiusa da cui entra una luce calda su una cartellina chiusa.

    In sintesi

    • L'accertamento sulle imposte dirette scade di regola il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione, e sale a sette anni in caso di dichiarazione omessa o nulla.
    • Un buon punteggio ISA e l'adesione al concordato preventivo biennale riducono i controlli, anticipano i termini di decadenza ed esonerano dal visto di conformità entro determinate soglie.
    • Per il biennio 2026-2027 l'adesione al concordato preventivo biennale va formalizzata entro il 2 novembre 2026, e chi non aderisce è destinato a controlli più intensi.
    • La rottamazione-quinquies consente fino a 54 rate bimestrali, ma decade con due rate non pagate, e la tolleranza di cinque giorni vale solo per la rata unica e per l'ultima rata.
    • La rateizzazione ordinaria arriva a 84 rate mensili per le richieste del 2025 e del 2026, decade con otto rate non pagate e non è ammessa in presenza di procedure concorsuali con par condicio.

    Come funziona il sistema dei controlli fiscali

    Per partite IVA, autonomi e professionisti il rapporto con il Fisco si muove su tre piani collegati. C'è l'accertamento, cioè il potere dell'Agenzia delle Entrate di rettificare quanto dichiarato entro precisi termini di decadenza. Ci sono poi gli strumenti di compliance, come gli indici sintetici di affidabilità (ISA) e il concordato preventivo biennale (CPB), che in cambio di trasparenza o di un reddito concordato riducono il rischio di controlli. Infine c'è la riscossione, affidata ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, che entra in gioco quando un debito non viene pagato e arriva la cartella.

    Ogni scelta su un piano incide sugli altri. Un punteggio ISA basso o la mancata adesione al concordato aumentano la probabilità di essere selezionati per un controllo1. A sua volta, un accertamento non contestato si trasforma in un carico da riscuotere. Chi lavora con molti incassi tracciati dovrebbe conoscere anche le presunzioni fiscali sui conti correnti dei professionisti, che sono uno degli strumenti più usati nelle verifiche.

    Termini dell'accertamento e contraddittorio

    Il termine ordinario per accertare le imposte sui redditi è fissato dall'art. 43 del DPR 600/1973. L'avviso deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione2. Se la dichiarazione è omessa o nulla, il termine slitta al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione andava presentata2.

    Esempio sui termini

    Per il periodo d'imposta 2025 la dichiarazione si presenta nel 2026, quindi l'accertamento ordinario è possibile fino al 31 dicembre 2031. Se invece la dichiarazione non viene presentata, il Fisco ha tempo fino al 31 dicembre 2033.

    Quando i termini si accorciano

    I termini possono ridursi grazie ai regimi premiali. Gli ISA prevedono un anticipo di almeno un anno, graduato in base al livello di affidabilità3. Per chi aderisce al concordato preventivo biennale la circolare 8/E del 2026 indica un anticipo di due anni dei termini di decadenza4. Per i contribuenti in regime forfetario il quadro è diverso, come spiegato nell'approfondimento su la fine della riduzione dei termini di accertamento per i forfettari.

    Il contraddittorio preventivo

    Prima dell'emissione di un atto impositivo il contribuente ha diritto di confrontarsi con l'Ufficio e di far valere le proprie ragioni. La portata di questo obbligo e le conseguenze della sua omissione sono oggetto di ampia giurisprudenza tributaria, raccolta nella rassegna 2025 della giustizia tributaria5. In pratica, lo schema di atto ricevuto in contraddittorio va sempre preso sul serio: è la sede in cui portare documenti, giustificazioni e controdeduzioni, prima che la pretesa diventi definitiva.

    ISA: punteggio e benefici premiali

    Gli ISA misurano l'affidabilità fiscale di imprese e professionisti su una scala da 1 a 10, dove 10 indica la massima affidabilità3. Il punteggio si calcola con i dati dichiarati nel modello ISA allegato alla dichiarazione dei redditi.

    Al crescere del voto aumentano i benefici. Tra quelli previsti dalle istruzioni ci sono l'esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo prevista dall'art. 38 del DPR 600/1973 e l'anticipazione dei termini di decadenza per l'accertamento3.

    I benefici concreti e le soglie vengono fissati ogni anno con provvedimento. Per i benefici legati al periodo d'imposta 2025 il provvedimento dell'Agenzia distingue i livelli di affidabilità 9 e 86. Chi raggiunge almeno 9 è esonerato dal visto di conformità per la compensazione dei crediti fino a 70.000 euro annui per l'IVA e fino a 50.000 euro annui per imposte dirette e IRAP6.

    Un punteggio basso non comporta una sanzione automatica, ma rende il contribuente un candidato naturale alle liste selettive dei controlli. Verificare il proprio voto prima dell'invio della dichiarazione permette di correggere errori di compilazione o di valutare con il consulente le cause di eventuali anomalie.

    Concordato preventivo biennale 2026-2027

    Il concordato preventivo biennale è disciplinato dal D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 137. Il contribuente accetta una proposta di reddito formulata dall'Agenzia per due anni e, in cambio, ottiene benefici sul fronte dei controlli.

    Chi può aderire e chi è escluso

    La scheda del MEF sul biennio 2026-2027 esclude i forfetari, chi ha già un concordato in corso perché ha aderito al biennio 2025-2026 e le attività con ricavi o compensi oltre 5.164.569 euro1. Coerentemente, il modello CPB si utilizza solo in assenza di una proposta di concordato in essere per il biennio 2025-20267.

    La soglia dei debiti

    Tra le condizioni di accesso c'è l'assenza di debiti tributari e contributivi sopra soglia: il debito complessivo deve risultare inferiore a 5.000 euro7. Non entrano nel calcolo i debiti sospesi o rateizzati, finché non si decade dai relativi benefici7. Chi ha cartelle aperte può quindi rientrare nei requisiti chiedendo una rateizzazione prima dell'adesione.

    La scadenza per il biennio 2026-2027

    La legge di conversione del D.L. 38/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2026, ha differito al 31 ottobre il termine per aderire alla proposta per il biennio 2026-20278. Poiché il 31 ottobre 2026 cade di sabato, la scelta va formalizzata entro il 2 novembre 20264.

    Benefici

    La circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, firmata dal direttore dell'Agenzia Vincenzo Carbone, riepiloga i vantaggi4. Tra questi figurano l'esonero dal visto di conformità fino a 100.000 euro annui per l'IVA e fino a 70.000 euro per imposte dirette e IRAP, oltre all'anticipo di due anni dei termini di decadenza per l'accertamento4. La scheda del MEF aggiunge la protezione dagli accertamenti tributari, salvo i casi di frode o di decadenza dal concordato1.

    Rischi per chi non aderisce

    Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno annunciato maggiore capacità operativa per intensificare i controlli su chi non aderisce o decade dal concordato1. Non aderire resta una scelta legittima, ma va fatta sapendo che il profilo di rischio cambia.

    Le novità del correttivo Omnibus

    L'art. 28 del D.Lgs. 148/2026, il cosiddetto correttivo Omnibus, cambia le conseguenze di un accesso senza requisiti. Secondo il commento di NT+ Fisco, chi accede al concordato senza averne i presupposti non va più incontro alla decadenza, ma all'inefficacia dell'adesione9. La nuova disciplina vale dal biennio 2026-2027, mentre per i concordati 2024-2025 e 2025-2026 continuano ad applicarsi le regole precedenti9. Lo stesso commento segnala che l'art. 29 del decreto apre l'accesso al ravvedimento per i periodi d'imposta dal 2020 al 20239.

    La cartella di pagamento: cosa fare dopo la notifica

    Quando un debito non viene pagato, Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica la cartella. Da quel momento le strade possibili sono tre: pagare, contestare oppure dilazionare.

    Se si ritiene la pretesa infondata, ad esempio perché il debito è già stato pagato, è prescritto o è stato annullato, si può presentare domanda di sospensione. La domanda non è ripetibile e va presentata, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla notifica della cartella o degli altri atti della riscossione10. Il termine è perentorio: lasciarlo scadere significa perdere uno strumento di tutela rapido e poco costoso.

    Se il debito è dovuto ma non si riesce a pagarlo in un'unica soluzione, si valutano la definizione agevolata, quando è aperta, e la rateizzazione ordinaria.

    Rottamazione-quinquies

    La definizione agevolata introdotta dalla L. 199/2025, nota come rottamazione-quinquies, consente di pagare i carichi senza sanzioni e interessi di mora, con un piano di rate prefissato11.

    Carichi ammessi ed esclusi

    Rientrano i carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 202312. Sono compresi i contributi previdenziali dovuti all'INPS, esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento12. Restano fuori i debiti già inclusi nella rottamazione-quater per i quali, al 30 settembre 2025, risultavano regolarmente versate tutte le rate scadute12.

    Piano delle rate e interessi

    Il pagamento può avvenire in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, cioè in nove anni11. In caso di rateizzazione si applicano interessi del 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026, e ogni rata non può essere inferiore a 100 euro11.

    Decadenza e tolleranza

    Si decade se non si pagano due rate, anche non consecutive11. La tolleranza di cinque giorni vale soltanto per il pagamento in unica soluzione e per l'ultima rata del piano13. Come osservato da Ipsoa, saltare la prima rata del 31 luglio 2026 non fa decadere subito, ma si tratta di una decadenza differita e non di una franchigia: la scadenza del 30 settembre 2026 diventa la prima davvero presidiata dalla sanzione13.

    Carichi di regioni ed enti locali

    L'art. 10-quinquies della legge pubblicata il 22 maggio 2026 estende la definizione agevolata ai carichi di regioni ed enti locali che l'abbiano prevista14. In questo caso la dichiarazione va resa tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, il pagamento in unica soluzione scade il 31 gennaio 2027 e, per le rate, gli interessi del 3% annuo decorrono dal 1° febbraio 202714.

    Rateizzazione ordinaria con Agenzia delle Entrate-Riscossione

    La rateizzazione ordinaria, riformata dall'art. 13 del D.Lgs. 110/2024, vale per i debiti che non rientrano in una definizione agevolata o per chi non vuole aderirvi15.

    Quante rate si possono ottenere

    Con la richiesta semplice il numero massimo di rate mensili cresce nel tempo: 84 per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026, 96 per quelle del 2027 e del 2028, 108 dal 1° gennaio 202915. Ogni rata non può essere inferiore a 50 euro15. Documentando la temporanea situazione di difficoltà economica si può ottenere un piano più lungo rispetto alla richiesta semplice15.

    Debiti oltre 120 mila euro

    Per somme superiori a 120 mila euro la difficoltà economica va sempre dimostrata, indipendentemente dal numero di rate richiesto16.

    Decadenza

    Per le rateizzazioni presentate dal 16 luglio 2022 si decade con il mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive17. Con la decadenza il debito torna esigibile in un'unica soluzione e le azioni di recupero possono riprendere subito; per gli stessi debiti non è possibile ottenere una nuova rateizzazione17.

    Sovraindebitamento e procedure concorsuali

    La rateizzazione è preclusa a chi è interessato da procedure concorsuali che richiedono il rispetto della par condicio creditorum, anche se non si trova in una situazione di insolvenza irreversibile16. Chi sta valutando uno strumento di composizione della crisi deve quindi coordinare la scelta con il professionista che segue la procedura, perché dilazione e procedura concorsuale seguono logiche alternative.

    Esempi pratici

    Rottamazione di un debito da 10.800 euro

    Un professionista con 10.800 euro di carichi rottamabili può dividerli in 54 rate bimestrali da 200 euro ciascuna, a cui si aggiungono gli interessi del 3% annuo11. Se il debito fosse di 4.000 euro, il limite minimo di 100 euro per rata consentirebbe al massimo 40 rate.

    Rateizzazione ordinaria di 3.000 euro

    Chi chiede nel 2026 di rateizzare 3.000 euro non può usare tutte le 84 rate, perché la rata scenderebbe sotto i 50 euro15. Il piano massimo è quindi di 60 rate mensili da 50 euro.

    Accesso al concordato con cartelle aperte

    Un'impresa con 7.000 euro di cartelle non rateizzate supera la soglia di 5.000 euro e non può accedere al concordato. Se prima dell'adesione ottiene la rateizzazione, quei debiti non concorrono al calcolo della soglia finché il piano resta regolare7.

    Errori frequenti

    • Contare sulla tolleranza di cinque giorni per tutte le rate della rottamazione: vale solo per la rata unica e per l'ultima13.
    • Sottovalutare le rate saltate: nella rottamazione-quinquies bastano due rate non pagate per perdere i benefici11, nella rateizzazione ordinaria otto17.
    • Lasciar passare i 60 giorni per la domanda di sospensione della cartella10.
    • Aderire al concordato senza verificare i requisiti: dal biennio 2026-2027 l'adesione senza presupposti è inefficace9.
    • Dimenticare che chi ha aderito al biennio 2025-2026 non deve presentare un nuovo modello CPB7.
    • Chiedere una rateizzazione mentre è in corso una procedura concorsuale con par condicio16.
    • Trascurare la qualità delle prove digitali in caso di verifica: è utile conoscere come il Fisco usa le prove digitali e cloud negli accertamenti.

    Quando rivolgersi a un professionista

    Il supporto di un commercialista o di un avvocato tributarista è consigliabile ogni volta che arriva uno schema di atto in contraddittorio, un avviso di accertamento o una cartella che si ritiene non dovuta, perché i termini per difendersi sono brevi. Serve anche prima di aderire al concordato preventivo biennale, per confrontare il reddito proposto con le prospettive reali dell'attività e verificare la soglia dei debiti. Chi ha più debiti con il Fisco e con altri creditori dovrebbe farsi affiancare nella scelta tra rottamazione, rateizzazione e strumenti di composizione della crisi, che non sempre sono compatibili tra loro.

    Domande frequenti

    Entro quando il Fisco può accertare la mia dichiarazione dei redditi?

    Di regola entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. In caso di dichiarazione omessa o nulla il termine sale al 31 dicembre del settimo anno. ISA elevati e adesione al concordato preventivo biennale possono anticipare la scadenza.

    Qual è la scadenza per aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027?

    Il termine legale è stato differito al 31 ottobre 2026, ma poiché quel giorno cade di sabato l'adesione va formalizzata entro il 2 novembre 2026. Non possono aderire i forfetari, chi ha già un concordato 2025-2026 in corso e chi supera 5.164.569 euro di ricavi o compensi.

    Ho cartelle non pagate: posso aderire al concordato preventivo biennale?

    Sì, se il debito tributario e contributivo complessivo è inferiore a 5.000 euro. I debiti sospesi o rateizzati non entrano nel calcolo finché si rispetta il piano, quindi chiedere una rateizzazione può consentire l'accesso.

    Cosa succede se salto una rata della rottamazione-quinquies?

    Una sola rata non pagata non fa decadere, perché la decadenza scatta con due rate omesse anche non consecutive. La tolleranza di cinque giorni vale solo per il pagamento in unica soluzione e per l'ultima rata, quindi non va considerata un margine generale.

    Quante rate posso ottenere con la rateizzazione ordinaria delle cartelle?

    Per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026 si arriva a 84 rate mensili con richiesta semplice, che diventano 96 nel 2027-2028 e 108 dal 2029. La rata minima è di 50 euro e oltre 120 mila euro bisogna sempre documentare la difficoltà economica.

    Posso rateizzare le cartelle se sono in una procedura di sovraindebitamento?

    La rateizzazione è preclusa a chi è interessato da procedure concorsuali che richiedono il rispetto della par condicio creditorum. In questi casi il debito fiscale va gestito all'interno della procedura, coordinandosi con il professionista che la segue.

    Fonti (17)

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      Concordato preventivo biennale 2026-2027: come aderire ...Fonte ufficiale · mef.gov.it ·
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      Agenzia delle entrate-Riscossione - Ambito applicativoFonte ufficiale · agenziaentrateriscossione.gov.it
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      Agenzia delle entrate-Riscossione - La rateizzazione dal 1° gennaio 2025Fonte ufficiale · agenziaentrateriscossione.gov.it ·
    16. 16.
      Agenzia delle entrate-Riscossione - Quando è possibile rateizzareFonte ufficiale · agenziaentrateriscossione.gov.it
    17. 17.
      Agenzia delle entrate-Riscossione - DecadenzaFonte ufficiale · agenziaentrateriscossione.gov.it

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