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    Sovraindebitamento e usura: strumenti CCII, OCC e rischio BNPL

    A cura della Redazione ProfessionistaAI3 settembre 20263 min di letturaAggiornato: 9 settembre 2026 alle ore 17:12
    Sovraindebitamento e usura: strumenti CCII, OCC e rischio BNPL

    Il sovraindebitamento silenzioso alimentato dal Buy Now Pay Later — cresciuto del 127% in tre anni — sta trasformando una comodità di pagamento in una trappola per milioni di consumatori italiani 2. Mentre la Direttiva Insolvency 2026 ridisegna il perimetro europeo dell'insolvenza estendendolo al consumatore 1, l'ordinamento italiano dispone già di strumenti concreti di protezione che restano ampiamente sottoutilizzati.

    Il Buy Now Pay Later: da nicchia a rischio sistemico

    Il credito erogato tramite BNPL è esploso del 127% negli ultimi tre anni, con un ulteriore +23% nell'ultimo anno 2. Almeno due italiani su dieci finanziano le proprie vacanze ricorrendo a formule "compra ora, paga dopo" 10. Il problema è strutturale: lo strumento non rientra ancora nel perimetro del credito al consumo, il che significa nessun obbligo di verifica del merito creditizio e nessuna tracciabilità nelle statistiche ufficiali 10. Questo sovraindebitamento silenzioso si accumula senza che il sistema bancario ne abbia contezza, esponendo i consumatori — e i professionisti che li assistono — a crisi improvvise e difficilmente gestibili.

    La svolta normativa è attesa entro fine 2026-inizio 2027, quando Banca d'Italia emanerà i decreti attuativi per recepire la Direttiva UE 2023/2225 7. La nuova disciplina includerà il BNPL nell'area delle tutele obbligatorie, imponendo agli intermediari una valutazione del merito di credito "nell'interesse specifico del consumatore" e l'obbligo di specificare il costo del credito anche nelle operazioni a tasso zero 7.

    Codice della Crisi e presidi antiusura: gli strumenti già operativi

    Per chi è già in difficoltà, il D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza) mette a disposizione tre procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento: il piano del consumatore, omologabile dal tribunale anche senza il consenso dei creditori; l'accordo di ristrutturazione dei debiti; la liquidazione controllata del patrimonio 3. L'esdebitazione dell'incapiente, prevista dall'art. 283 CCII, consente al debitore privo di beni e redditi sufficienti di ottenere la liberazione dai debiti residui 3. L'accesso è tuttavia precluso a chi abbia già beneficiato dell'esdebitazione nei cinque anni precedenti o per più di due volte 9.

    Gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC), iscritti nel registro del Ministero della Giustizia e costituiti presso ordini professionali, camere di commercio ed enti pubblici, assistono il debitore nella predisposizione del piano e nella mediazione con i creditori 9. Parallelamente, il Fondo di Prevenzione dell'Usura eroga garanzie fino al 50% del finanziamento richiesto tramite confidi e fondazioni convenzionati con il MEF, mentre il Fondo per le vittime dell'usura concede mutui senza interessi a chi ha sporto denuncia 8. Il tasso soglia oltre il quale un interesse è usurario resta ancorato al TEGM pubblicato trimestralmente dalla Banca d'Italia, maggiorato di un quarto più quattro punti percentuali: le clausole che lo superano sono radicalmente nulle 5.

    Il doppio snodo europeo e l'adeguamento italiano

    La Direttiva Insolvency 2026 estende il proprio ambito al sovraindebitamento del consumatore, con un tasso di applicazione stimato vicino al 95% per l'Italia 1. Le ricadute sul Codice della Crisi richiederanno un adeguamento normativo interno, già parzialmente avviato con il D.Lgs. 83/2022 che ha recepito la Direttiva UE 2019/1023 rafforzando i quadri di ristrutturazione preventiva 4. Il legislatore si trova dunque a un doppio snodo: adeguare la disciplina concorsuale e completare il recepimento della Direttiva sul credito al consumo, due interventi convergenti sull'obiettivo comune di prevenzione del sovraindebitamento.

    I professionisti che assistono famiglie e piccole imprese in difficoltà hanno oggi tre priorità operative: monitorare l'esposizione BNPL dei propri clienti, destinata a entrare nel radar regolamentare; indirizzare tempestivamente verso gli OCC i soggetti non fallibili che presentano segnali di crisi, prima che la spirale del debito sfoci nell'usura; verificare l'eventuale superamento del tasso soglia nei rapporti creditizi esistenti, contestando le clausole usurarie con la certezza della loro nullità 5. Il quadro normativo tra CCII, direttive europee e fondi antiusura offre strumenti efficaci: il compito del professionista è conoscerli e attivarli prima che sia troppo tardi.