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    Flat tax giovani e IRPEF 33% nella Manovra 2027: cosa cambia

    A cura della Redazione ProfessionistaAI27 settembre 20263 min di letturaAggiornato: 28 settembre 2026 alle ore 19:00
    Flat tax giovani e IRPEF 33% nella Manovra 2027: cosa cambia

    La Manovra 2027 prende forma attorno a un pacchetto fiscale ambizioso: IRPEF al 33% fino a 60mila euro, flat tax per i giovani lavoratori e cedolare secca sui negozi. Il viceministro all'Economia Maurizio Leo ha fissato queste priorità allo Speciale Telefisco del 24 settembre 2026 1, aprendo una fase nevralgica in cui ogni misura dovrà fare i conti con coperture finanziarie tutt'altro che scontate 3.

    L'IRPEF al 33% e il ceto medio da 50 a 60mila euro

    Il percorso è tracciato: nella legislatura in corso l'IRPEF è passata da quattro a tre aliquote e, con la legge di bilancio 2026, la seconda aliquota è scesa dal 35% al 33% per i redditi tra 28mila e 50mila euro 9. Il passo successivo punta a estendere il 33% fino a 60mila euro, eliminando il salto diretto al 43% che oggi penalizza chi supera la soglia dei 50mila euro 1. Il dato di fondo è eloquente: il 30% dei contribuenti italiani versa il 79% dell'IRPEF complessiva 9, segnale di una concentrazione del prelievo sul ceto medio-alto che il Governo intende alleggerire.

    Per i professionisti e i lavoratori autonomi con redditi in questa fascia, il beneficio sarebbe tangibile: dieci punti percentuali in meno sulla porzione di reddito tra 50mila e 60mila euro significano fino a mille euro di risparmio annuo. Resta però la condizionalità delle risorse: Leo stesso ha precisato che si procederà «compatibilmente con le risorse e con la condivisione da parte di tutti i componenti della maggioranza» 9.

    Flat tax per i giovani e soglia forfettario a 100mila euro

    Il secondo pilastro riguarda i giovani. L'idea lanciata dal ministro Giorgetti è una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi per gli under 30, abbinata a un incentivo per le imprese che assumono 5. Il modello è la flat tax al 5% applicata nel 2026 agli incrementi da rinnovi contrattuali del settore privato, che ha raggiunto circa 3,8 milioni di lavoratori potenziali 4. La ministra Calderone ha confermato l'intenzione di inserire «misure specifiche a sostegno dei giovani e dei giovani che rientrano» 6, mentre Forza Italia propone di azzerare il carico fiscale per i lavoratori tra 24 e 30 anni per ridurre il gap salariale con l'Europa 6.

    Per i giovani autonomi, il quadro è più complesso. La Lega spinge per elevare la soglia del regime forfettario da 85mila a 100mila euro 5, ma l'ostacolo è duplice: servono coperture e, soprattutto, una modifica della direttiva IVA europea. Il Dlgs 180/2024, che ha recepito la direttiva 2006/112, fissa a 85.000 euro il tetto massimo del regime di franchigia 3. Giorgetti ha definito l'attuale soglia «piuttosto astrusa e a mio giudizio ingiustificata», riconoscendo però che con Bruxelles «bisogna negoziare» 5. A questo si aggiungono gli effetti distorsivi già segnalati dalla Commissione europea: il forfettario, pur fiscalmente vantaggioso, induce alcuni contribuenti a limitare volontariamente il volume d'affari — rinviando fatture, frenando la crescita — per non decadere dal regime 8. La formula "Start tax" con aliquota al 5% per under 30 resta tra le ipotesi al vaglio 8.

    Cosa deve monitorare il professionista

    Per commercialisti e partite IVA under 35, i prossimi mesi saranno decisivi. Chi si colloca nella fascia 50-60mila euro di reddito deve valutare se la riduzione al 33% renda più conveniente l'uscita dal forfettario verso il regime ordinario. Chi è vicino alla soglia degli 85mila euro deve considerare che l'innalzamento a 100mila euro non è affatto scontato, dipendendo da un negoziato europeo dai tempi incerti 3. La sessione di bilancio segue tappe serrate, vincolata dal deficit e dal giudizio UE 10: ogni pianificazione fiscale per il 2027 va condotta con prudenza, attendendo il testo definitivo della legge di bilancio prima di assumere decisioni strutturali.