Contributi INPS autonomi: sanzioni dal 16 settembre e rateizzazione 60 rate

Dal 16 settembre 2026 le sanzioni civili sui contributi INPS arretrati tornano ai livelli pre-pandemia, chiudendo definitivamente la stagione delle agevolazioni transitorie post-Covid 4. Circa 800.000 lavoratori autonomi con posizioni irregolari sono chiamati a decidere in fretta: regolarizzarsi ora o affrontare un conto sensibilmente più salato 9. La piattaforma INPS offre una rateizzazione strutturale fino a 60 mensilità, ma il tempo per attivarla in modo vantaggioso si è quasi esaurito.
Cosa cambia dal 16 settembre
Il riallineamento sanzionatorio previsto dalla Legge di Bilancio 2025 riporta in vigore il regime ordinario dell'art. 116 della Legge 335/1995 1. In concreto, per le omissioni non dolose la sanzione civile torna al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti percentuali annui sull'importo non versato; per le fattispecie di evasione contributiva accertata si applica il 30% annuo, con un minimo del 60% del contributo non pagato 1. Chi si regolarizza prima della scadenza può risparmiare tra il 15% e il 30% sull'importo dovuto a titolo di sanzioni, secondo le stime degli analisti 10.
Va ricordato che il pagamento tardivo spontaneo — cioè anteriore a qualsiasi atto formale dell'INPS — limita la sanzione al tasso ordinario, senza le maggiorazioni previste in caso di evasione accertata d'ufficio 6. Non esiste, per i debiti previdenziali, l'istituto del ravvedimento operoso tipico del diritto tributario, ma il vantaggio economico della regolarizzazione spontanea è comunque significativo 6.
La rateizzazione: requisiti e funzionamento
La circolare INPS n. 84/2022 ha codificato la procedura di dilazione, oggi interamente telematica 2. La domanda si presenta dal Cassetto Previdenziale per artigiani e commercianti o dalla piattaforma dedicata alla Gestione Separata, con accesso tramite SPID, CIE o CNS 8. È ammessa anche la presentazione tramite intermediario abilitato — patronato, consulente del lavoro, commercialista — con delega del contribuente 8.
Il piano può arrivare fino a 60 rate mensili per i debiti più consistenti, con rata minima di norma non inferiore a 100 euro 2. Su un debito di 10.000 euro la rata indicativa si attesta tra 180 e 200 euro al mese, comprensiva degli interessi legali di dilazione 10. La rateizzazione copre contributi omessi, sanzioni civili già determinate e interessi di mora maturati fino alla data dell'istanza 3. Il regime forfettario non esclude l'accesso: la procedura è aperta a tutti i titolari di partita IVA, indipendentemente dal regime fiscale adottato 3.
Attenzione alla tenuta del piano: il mancato pagamento di due rate consecutive comporta la decadenza e il debito residuo torna immediatamente esigibile 2. La decadenza, inoltre, preclude l'accesso a un nuovo piano per lo stesso debito, salvo cause di forza maggiore documentate 5. Per importi superiori a 50.000 euro è generalmente richiesta una garanzia fideiussoria 5.
Agire prima dell'avviso bonario
L'iter di riscossione prevede l'invio di un avviso bonario con 30 giorni di tempo per pagare o presentare istanza di dilazione 7. Decorsi i termini, il debito viene iscritto a ruolo e affidato all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, con aggravio di aggio e spese procedurali 7. L'attivazione tempestiva della rateizzazione prima della notifica di una cartella esattoriale riduce in modo significativo il carico complessivo 4, ed è la combinazione tra risposta all'avviso bonario e successiva dilazione a rappresentare la strategia più efficiente per chiudere le posizioni senza ricorrere a procedure di sovraindebitamento 10.
Per il professionista autonomo il passo operativo è immediato: accedere al portale INPS, verificare la propria posizione debitoria e, se necessario, presentare istanza di rateizzazione entro il 15 settembre. Ogni giorno di attesa oltre quella data si tradurrà in sanzioni più gravose e margini negoziali più stretti.