Scadenze fiscali giugno 2026: maggiorazione 0,80% agosto

Il 30 giugno 2026 segna la scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026, ma il DL n. 89/2026 ha riscritto le regole del gioco per milioni di partite IVA. La proroga al 20 luglio concessa ai contribuenti ISA e categorie collegate porta con sé un'insidia inedita: chi slitta ulteriormente al 20 agosto paga una maggiorazione dello 0,80%, il doppio rispetto allo 0,40% storico 1.
La mappa delle scadenze e chi è coinvolto
Lo scadenzario dell'Agenzia delle Entrate conferma che il 30 giugno resta il termine generale per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026, tanto per l'IRPEF quanto per l'IRES e l'IRAP 23. Le istruzioni al Modello Redditi PF 2026, aggiornate al 28 maggio, ribadiscono che chi non rientra nella proroga può comunque versare entro il trentesimo giorno successivo applicando la maggiorazione ordinaria dello 0,40% ex art. 17, comma 2, D.P.R. 435/2001 4.
Per i soggetti obbligati alle pagelle fiscali (ISA) e per le categorie collegate — forfettari inclusi — interviene il DL n. 89/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026 6. Il provvedimento sposta la scadenza al 20 luglio, accogliendo le istanze di Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti 1. Il motivo della pressione è noto: il software "Il tuo ISA 2026 CPB" è stato reso disponibile solo il 13 maggio, lasciando ai professionisti poco più di sei settimane per elaborare dichiarazioni e simulazioni di convenienza sul concordato preventivo biennale 110.
Lo 0,80% di agosto: una scelta di bilancio
Chi non riesce a rispettare nemmeno il 20 luglio dispone di un ulteriore mese — fino al 20 agosto — ma a un costo raddoppiato. La maggiorazione passa dallo 0,40% allo 0,80%, una decisione che Il Sole 24 Ore definisce "consapevole" da parte del governo per compensare il mancato gettito immediato derivante dalla proroga 8. In termini concreti, su un debito di 10.000 euro tra imposte e contributi la differenza è di 40 euro in più rispetto al passato: cifra modesta in valore assoluto, ma simbolicamente pesante perché segnala un irrigidimento della politica dei rinvii estivi.
La circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 conferma che la proroga al 20 luglio si estende anche ai contributi delle Gestioni speciali artigiani, commercianti e Gestione separata 9. Il raddoppio della maggiorazione colpisce dunque anche il versante previdenziale, amplificando l'impatto per chi sceglie di rinviare.
Il nodo del concordato preventivo biennale
Il quadro si complica per chi valuta l'adesione al CPB 2026-2027. Il termine per la comunicazione è prorogato al 31 ottobre 2026, ma le simulazioni devono alimentare i calcoli di saldo e acconto già tra giugno e luglio 10. Per i contribuenti con punteggio ISA tra 1 e 6 la proposta concordataria può essere incrementata del 35%; tra 6 e 8, del 30% 10. La compressione dei tempi — il software è arrivato con quasi un mese di ritardo rispetto alla deadline regolamentare del 15 aprile — obbliga gli studi professionali a operare in emergenza 10.
Priorità operative per il professionista
Tre azioni immediate: primo, verificare se il cliente rientra nel perimetro della proroga al 20 luglio — ne beneficiano solo i soggetti ISA e le categorie collegate, non la generalità dei contribuenti 4. Secondo, stimare il costo effettivo dello 0,80% per decidere se anticipare i versamenti rispetto alla finestra di agosto. Terzo, avviare subito le simulazioni CPB sfruttando il termine del 31 ottobre per l'adesione formale, ma incorporando già ora l'impatto sugli acconti. Chi resta fermo al 30 giugno senza obbligo ISA non ha alcun beneficio dalla proroga e rischia confusione operativa se non distingue con chiarezza il proprio perimetro normativo.