Vai al contenuto principale

Privacy & Cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, previo tuo consenso, cookie statistici (Google Analytics) per migliorare il servizio. Dettagli nella Privacy Policy.

regime forfettario

Scadenze fiscali 30 giugno 2026: IRPEF forfettari e ISA

A cura della Redazione ProfessionistaAI25 giugno 20263 min di letturaAggiornato: 25 giugno 2026 alle ore 20:12
Scadenze fiscali 30 giugno 2026: IRPEF forfettari e ISA

Il 30 giugno 2026 si conferma il "tax day" più gravoso dell'anno: saldo 2025 e primo acconto 2026 di IRPEF, IRES, IRAP e cedolare secca convergono tutti sulla stessa data. Per le circa 4,5 milioni di partite IVA soggette agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale o ad esse collegate — inclusi i forfettari — il legislatore ha però concesso un'ulteriore finestra di respiro 4.

La proroga del D.L. 89/2026: tempi e soggetti

Il decreto-legge 89 del 22 maggio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 117 dello stesso giorno ed entrato in vigore il 23 maggio 2026, contiene all'articolo 6 la proroga dei termini di versamento delle imposte risultanti dai modelli Redditi, IRAP e IVA 2026 3. La meccanica è ormai consolidata: i soggetti ISA e quelli ad essi assimilati possono versare entro il 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione, oppure entro il 20 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo 1. La scadenza del 20 agosto si giustifica con il fatto che il 19 agosto cade nella finestra di sospensione feriale (1°-20 agosto), come confermato dalla Relazione Illustrativa al disegno di legge AS 1912 2.

I contribuenti in regime forfettario, pur essendo esclusi dall'applicazione degli ISA, rientrano nell'ambito soggettivo della proroga in qualità di "soggetti collegati", come chiarito dalle istruzioni ufficiali al modello Redditi PF 2026 8. L'imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attività) segue dunque lo stesso calendario dei soggetti ISA.

Sul versante previdenziale, la Circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 ha confermato che le scadenze contributive per le gestioni artigiani, commercianti e Gestione separata vengono tradizionalmente allineate a quelle fiscali, inclusa la finestra della proroga 9. Il forfettario iscritto alla Gestione separata o alle gestioni speciali deve coordinare il versamento dei contributi con quello dell'imposta sostitutiva, beneficiando dello stesso slittamento al 20 luglio o al 20 agosto.

Chi resta ancorato al 30 giugno

Non tutti i contribuenti godono della proroga. Le persone fisiche senza partita IVA, le società non soggette a ISA e i titolari di cedolare secca che non esercitano attività d'impresa o professionale devono rispettare il termine del 30 giugno 2026 6. In particolare, i proprietari di immobili locati a tassa piatta sono tenuti al versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 della cedolare secca entro tale data, qualora l'importo complessivo dovuto superi 257,52 euro 4. Lo scadenzario dell'Agenzia delle Entrate conferma che il pagamento può essere effettuato in unica soluzione o come prima rata 7.

Per questi contribuenti non prorogati rimane comunque la possibilità di versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo 6.

Cosa fare adesso

Il calendario 2026 impone una verifica puntuale della posizione soggettiva di ciascun cliente. Il discrimine è netto: chi applica gli ISA o il regime forfettario ha tempo fino al 20 luglio senza costi aggiuntivi; tutti gli altri restano al 30 giugno. Il ritardo nella pubblicazione dei software ISA — resi disponibili quest'anno entro il 15 maggio anziché il 15 aprile — ha giustificato ancora una volta la proroga estiva 10.

Tre azioni da completare subito: verificare che il software dichiarativo sia allineato alla proroga D.L. 89/2026 2; coordinare i versamenti contributivi INPS con quelli fiscali per evitare disallineamenti sanzionabili 9; segnalare ai clienti non ISA — specialmente i cedolaristi puri — che il loro termine resta il 30 giugno, senza margine di confusione con la proroga destinata alle partite IVA.