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    Sanatoria fiscale 2020-2024: il ravvedimento speciale per le partite IVA

    A cura della Redazione ProfessionistaAIRevisionato da Pierlio Baratta, Commercialista

    Pubblicato il 4 min di lettura

    Figura anonima di spalle in un corridoio davanti a una porta socchiusa da cui filtra la luce, con una chiave in mano.

    In sintesi

    • L'emendamento Lotito propone un ravvedimento speciale sulle annualità 2020-2024, riservato a chi aderisce al concordato preventivo biennale 2026-2027.
    • L'imposta sostitutiva cresce al diminuire del punteggio ISA, con uno sconto del 30% per il 2020 e il 2021 e un minimo di 1.000 euro per annualità.
    • Il pagamento è previsto tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, in un'unica soluzione o fino a 10 rate mensili.
    • La decadenza dal concordato fa venire meno anche la copertura della sanatoria, mentre la semplice cessazione non la compromette.
    • La misura è solo una proposta parlamentare: conviene simulare l'adesione con il software ISA aggiornato prima di decidere.

    Un emendamento a firma del senatore Claudio Lotito (Forza Italia), depositato nell'ambito del terzo decreto accise all'esame del Senato, rilancia l'ipotesi di un ravvedimento speciale per le partite IVA sulle annualità dal 2020 al 20241. La misura è vincolata all'adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027 e replica lo schema già utilizzato per il periodo 2019-2023, introdotto dall'art. 12-ter del D.L. n. 84/20252. L'iter è ancora incerto, ma l'obiettivo politico è chiaro: offrire nuovi incentivi per ampliare la platea del patto fiscale biennale.

    Come funzionerebbe l'imposta sostitutiva

    Lo schema proposto prevede il versamento di un'imposta sostitutiva calibrata in funzione inversa al punteggio ISA: più bassa è la pagella fiscale del contribuente, più alta è l'aliquota applicata1. Gli elementi principali sono:

    • sconto per gli anni della pandemia: per le annualità 2020 e 2021, segnate dalle restrizioni, è previsto uno sconto del 30% sull'aliquota1;
    • importo minimo: per ciascuna annualità regolarizzata il versamento non può scendere sotto i 1.000 euro3;
    • modalità di pagamento: in un'unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, oppure fino a un massimo di 10 rate mensili di pari importo3.

    La condizione: aderire al concordato 2026-2027

    Per accedere alla sanatoria è indispensabile aderire, o riaderire, al concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027, la cui scadenza è stata spostata dal 30 settembre al 31 ottobre 20264. Per i dettagli su termini e vantaggi del patto con il Fisco si può consultare la guida su scadenza e benefici del concordato preventivo biennale 2026-2027.

    Il modello è lo stesso del ravvedimento speciale precedente: chi vuole ripercorrerne il funzionamento trova un approfondimento nell'articolo sulle regole della sanatoria per partite IVA aderenti al CPB.

    Perché la maggioranza insiste: il nodo delle adesioni

    Il precedente non è incoraggiante. Alla prima edizione del concordato preventivo le adesioni si sono fermate a 584.000 partite IVA, appena il 13% di una platea di 2,6 milioni di contribuenti soggetti agli ISA5. Questi numeri hanno spinto il governo a un restyling dell'istituto, con nuove soglie di incremento del reddito: 30% per chi ha punteggi ISA tra 6 e 8, 35% per chi si colloca tra 1 e 6. Di fatto, la proposta fiscale si riduce anche per i soggetti meno affidabili4. Il viceministro Maurizio Leo ha dichiarato esplicitamente l'intenzione di aumentare convenienza e appetibilità dell'accordo biennale con il Fisco6.

    La sanatoria sul passato rientra in questa strategia. L'idea è offrire un colpo di spugna sulle irregolarità pregresse come leva per attrarre nell'area della compliance contribuenti che altrimenti resterebbero fuori dal concordato. È una logica criticata da più parti, quella di portare sotto controllo chi è difficilmente controllabile5.

    Decadenza: la sanatoria non è blindata

    Un aspetto cruciale riguarda la tenuta della sanatoria nel tempo. L'esperienza del ravvedimento speciale 2019-2023 distingue due situazioni2:

    • cessazione dal concordato: non compromette la validità delle posizioni regolarizzate;
    • decadenza dal concordato: per superamento dei limiti reddituali o per violazioni gravi, travolge anche la sanatoria. Il comma 13 dell'art. 12-ter del D.L. n. 84/2025 stabilisce infatti che la copertura del ravvedimento speciale viene meno.

    Se il nuovo ravvedimento ricalcherà lo schema precedente, il beneficio resterà quindi legato alla tenuta del patto concordatario per l'intero biennio.

    Cosa fare ora

    Serve prudenza. L'emendamento Lotito è allo stadio di proposta parlamentare e non c'è certezza sulla sua approvazione1. Chi sta valutando l'adesione al concordato 2026-2027, con termine fissato al 31 ottobre 20267, deve seguire l'evoluzione del terzo decreto accise nelle prossime settimane.

    Nel frattempo è opportuno:

    1. fare simulazioni aggiornate con il software ISA rilasciato il 20 maggio, che già incorpora le nuove soglie di incremento del 30% e del 35%8;
    2. stimare il costo dell'eventuale sanatoria per ciascuna annualità 2020-2024, tenendo conto del minimo di 1.000 euro per anno e dello sconto previsto per il 2020 e il 2021;
    3. confrontare i due valori, cioè il beneficio della regolarizzazione e il costo dell'adesione biennale, valutando anche il rischio di decadenza nel biennio.

    In questo modo si evita di prendere decisioni affrettate su un istituto che, se approvato, resterà subordinato al rispetto del concordato fino alla fine del 2027.

    Domande frequenti

    La sanatoria 2020-2024 è già in vigore?

    No. Si tratta di un emendamento presentato dal senatore Lotito al terzo decreto accise, ancora all'esame del Senato, e non c'è certezza sulla sua approvazione .

    Quanto si pagherebbe per ogni anno regolarizzato?

    L'imposta sostitutiva dipende dal punteggio ISA: più è basso, più alta è l'aliquota, con uno sconto del 30% per il 2020 e il 2021 . In ogni caso il versamento minimo è di 1.000 euro per annualità .

    Cosa succede alla sanatoria se si esce dal concordato?

    Secondo lo schema del ravvedimento 2019-2023, la semplice cessazione non fa perdere i benefici, mentre la decadenza per superamento dei limiti reddituali o violazioni gravi fa venire meno la copertura .

    Fonti (8)

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    2. 2.
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