Sanatoria fiscale 2020-2024: ravvedimento speciale partite IVA

Un emendamento a firma del senatore Claudio Lotito (Forza Italia), depositato nell'ambito del terzo decreto accise all'esame del Senato, rilancia l'ipotesi di un ravvedimento speciale per le partite IVA sulle annualità dal 2020 al 2024 1. La misura, vincolata all'adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027, replica lo schema già collaudato per il periodo 2019-2023 introdotto dall'art. 12-ter del D.L. n. 84/2025 3. L'iter è ancora incerto, ma il segnale politico è inequivocabile: la maggioranza cerca nuovi incentivi per ampliare la platea del patto fiscale biennale.
Il meccanismo: imposta sostitutiva con soglia minima a 1.000 euro
Lo schema proposto prevede il versamento di un'imposta sostitutiva crescente in funzione inversa al punteggio ISA: quanto più bassa è la pagella fiscale del contribuente, tanto più alta sarà l'aliquota applicata 1. Per le annualità 2020 e 2021 — segnate dalle restrizioni pandemiche — è previsto uno sconto del 30% sull'aliquota 1. L'importo minimo per ciascuna annualità regolarizzata non potrà scendere sotto i 1.000 euro 2.
Il pagamento potrà avvenire in un'unica soluzione tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, oppure tramite rateizzazione fino a un massimo di 10 rate mensili di pari importo 2. La condizione imprescindibile per accedere alla sanatoria è l'adesione — o la riadesione — al concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027, la cui scadenza è stata spostata dal 30 settembre al 31 ottobre 2026 5.
Perché la maggioranza insiste: il nodo delle adesioni
Il precedente non è incoraggiante. Alla prima edizione del concordato preventivo, le adesioni si sono fermate a 584.000 partite IVA, appena il 13% di una platea di 2,6 milioni di contribuenti soggetti agli ISA 4. Numeri che hanno spinto il governo a un restyling complessivo: nuove soglie di incremento del reddito — 30% per chi ha punteggi ISA tra 6 e 8, 35% per chi si colloca tra 1 e 6 — che di fatto riducono la proposta fiscale anche per i soggetti meno affidabili 5. Il viceministro Maurizio Leo ha dichiarato esplicitamente l'intenzione di aumentare convenienza e appetibilità dell'accordo biennale con il Fisco 8.
La sanatoria sul passato si inserisce in questa strategia: offrire un colpo di spugna sulle irregolarità pregresse come leva per attrarre nell'area della compliance contribuenti che altrimenti resterebbero fuori dal perimetro del concordato, nella logica — criticata da più parti — di portare sotto controllo chi è difficilmente controllabile 4.
Attenzione alla decadenza: la sanatoria non è blindata
Un aspetto cruciale riguarda la tenuta della sanatoria nel tempo. L'esperienza del ravvedimento speciale 2019-2023 insegna che la cessazione dal concordato preventivo biennale non compromette la validità delle posizioni regolarizzate 3. Tuttavia, la decadenza dal CPB — per superamento dei limiti reddituali o commissione di violazioni gravi — travolge anche la sanatoria: il comma 13 dell'art. 12-ter del D.L. n. 84/2025 stabilisce che la copertura del ravvedimento speciale viene meno 3.
Cosa fare ora
Per professionisti e contribuenti interessati, la situazione richiede prudenza operativa. L'emendamento Lotito è allo stadio di proposta parlamentare e non vi è certezza sulla sua approvazione 1. Chi sta valutando l'adesione al concordato 2026-2027 — termine fissato al 31 ottobre 2026 6 — dovrà monitorare l'evoluzione del terzo decreto accise nelle prossime settimane. Nel frattempo, è opportuno effettuare simulazioni aggiornate con il software ISA rilasciato il 20 maggio, che già incorpora le nuove soglie di incremento del 30% e 35% 7. Solo così sarà possibile quantificare i benefici effettivi di un'eventuale sanatoria 2020-2024 e confrontarli con il costo dell'adesione biennale, evitando decisioni affrettate su un istituto che — qualora approvato — resterà subordinato alla tenuta del patto concordatario per l'intero biennio.