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    Rimborsi IVA semplificati 2026: soglie, procedure e vantaggi

    A cura della Redazione ProfessionistaAI12 agosto 20263 min di letturaAggiornato: 12 agosto 2026 alle ore 17:14
    Rimborsi IVA semplificati 2026: soglie, procedure e vantaggi

    Il Decreto Omnibus (D.Lgs. 148/2026), pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 agosto 2026, ridisegna il rapporto tra fisco e contribuenti ISA sul fronte dei rimborsi IVA e delle compensazioni. La platea interessata sfiora le 460mila unità tra autonomi, imprese e società soggette agli Indici Sintetici di Affidabilità 1. Per chi rinnova il Concordato Preventivo Biennale per il periodo 2026-2027, le soglie per operare senza garanzia né visto di conformità crescono in misura significativa.

    Soglie più alte per rimborsi e compensazioni

    Il pacchetto premiale prevede un incremento di quasi il 43% delle soglie sia per la compensazione sia per il rimborso IVA: si passa da 70.000 a 100.000 euro annui in caso di rinnovo del CPB 1. Per i crediti relativi a imposte sui redditi (IRPEF o IRES) e IRAP, la soglia sale del 40%, da 50.000 a 70.000 euro 1. Queste cifre si collocano ben al di sopra del regime ordinario: in generale, i rimborsi IVA fino a 30.000 euro possono essere erogati senza garanzia e senza particolari adempimenti, mentre i soggetti con elevata affidabilità ISA accedono già oggi a limiti di 50.000 o 70.000 euro in base al punteggio conseguito 2.

    L'innalzamento delle soglie non è l'unica leva. La Circolare 6/E del 6 agosto 2026 ha esteso l'esonero dalla prestazione delle garanzie sui rimborsi IVA anche ai gruppi IVA, quando almeno uno dei partecipanti abbia aderito al regime di adempimento collaborativo 8. Si delinea così un approccio sistematico alla riduzione del carico burocratico per i contribuenti complianti.

    Il ritorno al termine biennale per la detrazione

    L'articolo 12 del medesimo decreto modifica gli articoli 19 e 25 del DPR 633/1972, riportando a due anni il termine entro cui esercitare il diritto alla detrazione IVA sulle fatture d'acquisto 3. La detrazione è esercitabile al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto, e l'annotazione delle fatture va eseguita entro il medesimo termine, senza più alcun riferimento all'anno di ricezione dei documenti 5.

    Si tratta di un ritorno al regime anteriore alla stretta del DL 50/2017, che aveva dimezzato i tempi 4. Per le imprese significa una finestra più ampia per recuperare l'imposta assolta sugli acquisti, particolarmente utile quando una fattura arriva o viene lavorata in ritardo 3. La novità risolve anche il problema delle fatture a cavallo d'anno: un documento per un'operazione 2026 ricevuto nel 2027, purché entro il 30 aprile 2027, consentirà la detrazione nel modello IVA 2027 relativo al 2026 5.

    Resta tuttavia una zona grigia segnalata dalla dottrina: la dicotomia tra fatture infrannuali e fatture ricevute a cavallo d'anno prevista dall'art. 1 del DPR 100/98 permane e non risulta risolta in modo strutturale 6.

    Cosa fare ora

    Per i professionisti che assistono soggetti ISA, la priorità operativa è duplice. Primo: valutare entro i termini l'adesione o il rinnovo del CPB per il biennio 2026-2027, considerando che il ravvedimento speciale per le annualità 2020-2023 è riservato esclusivamente a chi conferma il concordato 7. Secondo: rivedere le procedure di registrazione delle fatture passive, sfruttando il nuovo termine biennale per recuperare eventuali detrazioni non esercitate — tenendo presente che per le operazioni 2025 il termine è già spirato il 30 aprile scorso e chi non ha detratto resta sotto il vecchio regime 3. L'incremento combinato delle soglie di rimborso e della finestra temporale per la detrazione offre un beneficio di liquidità concreto e misurabile, a condizione di un'attenta pianificazione fiscale fin dalle prossime settimane.