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Riforma IRPEF 2027: aliquota 33% fino a 60.000 euro partite IVA

A cura della Redazione ProfessionistaAI2 giugno 20263 min di letturaAggiornato: 13 giugno 2026 alle ore 11:55
Riforma IRPEF 2027: aliquota 33% fino a 60.000 euro partite IVA

Il viceministro Leo e il vicepremier Tajani confermano l'obiettivo di estendere l'aliquota IRPEF al 33% fino a 60.000 euro dal 2027, con un beneficio massimo di 1.000 euro annui per oltre un milione di contribuenti. La misura, subordinata alle risorse della prossima Legge di Bilancio, interessa direttamente professionisti e titolari di partita IVA in regime ordinario — la categoria che già sopporta il carico IRPEF pro capite più elevato in Italia.

Il percorso di riduzione e i numeri della misura

La dichiarazione del viceministro Maurizio Leo al Festival dell'Economia di Trento non lascia dubbi sull'intenzione: «Il mio desiderio è portare la fascia di reddito dai 50.000 ai 60.000 euro al 33%, anziché al 43% soggetta a IRPEF» 6. Il vicepremier Tajani, al Festival del Lavoro di Roma, si è spinto oltre: «Allargheremo anche fino a 60.000 euro, credo nella prossima Manovra, la quota coinvolta nella riduzione dell'IRPEF» 3.

La struttura attuale, in vigore dall'1 gennaio 2026, prevede tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro 1. L'estensione dello scaglione intermedio genererebbe un risparmio teorico massimo di 1.000 euro lordi annui — risultato della differenza di 10 punti percentuali applicata a 10.000 euro di imponibile aggiuntivo 1. Nella fascia tra 50.000 e 60.000 euro si collocano 1.034.458 contribuenti su un totale di 42,84 milioni 1, con una quota significativa di professionisti e titolari di partita IVA in regime ordinario 4.

I dati della CGIA di Mestre spiegano perché il tema sia politicamente urgente: i liberi professionisti pagano in media 21.528 euro di IRPEF pro capite, contro i 4.215 euro dei dipendenti e i 4.006 euro dei pensionati 10. Le partite IVA rappresentano appena l'8% dei contribuenti ma versano il 14% del gettito totale IRPEF 10.

Il vincolo delle risorse e il monito internazionale

Ogni promessa fiscale si scontra con l'aritmetica del bilancio. Il Fondo Monetario Internazionale, nel Concluding Statement dell'Article IV del 27 maggio 2026, ha ricordato che il debito pubblico italiano ha raggiunto circa il 137% del PIL a fine 2025, con una crescita attesa allo 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027 8. Il FMI chiede esplicitamente che qualsiasi nuovo sgravio fiscale sia integralmente compensato per salvaguardare la sostenibilità del debito 8. Il deficit, sceso al 3,1% del PIL nel 2025, non basta a giustificare tagli strutturali senza coperture adeguate 9.

Lo stesso Leo ha qualificato la misura come un «desiderio» condizionato alla disponibilità di risorse 6. Il cantiere fiscale resta ampio: mancano il decreto correttivo Omnibus, il Codice tributario e la riduzione dal 26% al 20% della tassazione sui rendimenti delle Casse professionali 2.

Indicazioni operative per autonomi e consulenti

Per i professionisti con redditi imponibili nella fascia 50.000-60.000 euro, la questione non è puramente speculativa. Chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale per il periodo 2026-2027 7 dovrà valutare se il reddito concordato resta conveniente alla luce di un'eventuale riduzione dell'aliquota marginale. Chi opera in regime forfettario e si avvicina alla soglia degli 85.000 euro di ricavi potrebbe riconsiderare il passaggio al regime ordinario, se la nuova soglia al 33% rende meno penalizzante la tassazione progressiva.

Tre azioni concrete: monitorare la Nota di Aggiornamento al DEF attesa in autunno per verificare l'effettiva copertura; simulare già ora l'impatto della nuova aliquota sulla pianificazione fiscale 2027; tenere presente che il risparmio di 1.000 euro lordi si riduce una volta considerati addizionali regionali e comunali. La decisione definitiva arriverà con la Legge di Bilancio, tra ottobre e dicembre 2026.