Vai al contenuto principale

    Privacy & Cookie

    Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, previo tuo consenso, cookie statistici (Google Analytics) per migliorare il servizio. Dettagli nella Privacy Policy.

    flat tax

    Flat tax 5% aumenti stipendio giovani: Manovra 2027

    A cura della Redazione ProfessionistaAI10 settembre 20263 min di letturaAggiornato: 22 settembre 2026 alle ore 17:13
    Flat tax 5% aumenti stipendio giovani: Manovra 2027

    Il ministro Giorgetti rilancia la tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi dei lavoratori dipendenti under-35, inserendola nel perimetro della legge di bilancio 2027. La misura non va confusa con la flat tax forfettaria per gli autonomi: qui si interviene direttamente sulla busta paga, colpendo con un prelievo ridotto soltanto la parte di stipendio che supera il livello dell'anno precedente. Un meccanismo chirurgico, pensato per premiare la crescita professionale dei giovani senza stravolgere l'impianto IRPEF.

    Da dove nasce la proposta

    L'idea ha radici parlamentari precise. Già durante il passaggio della legge di bilancio 2026, la Lega aveva depositato un emendamento per un'aliquota al 5% destinata agli under-30 1. Il tentativo non andò in porto, ma la legge delega per la riforma fiscale (L. 111/2023) aveva nel frattempo aperto la strada, inserendo tra gli obiettivi di medio-lungo periodo l'estensione della flat tax e la riduzione delle sperequazioni orizzontali tra diverse categorie di reddito 2. Su quella base normativa si innesta ora il rilancio di Giorgetti, che allarga la platea agli under-35 e circoscrive il beneficio ai soli incrementi salariali, contenendo così l'impatto sul gettito rispetto a un taglio generalizzato delle aliquote.

    Il confronto tra flat tax anagrafica e riforma strutturale della progressività si inserisce direttamente nel perimetro applicativo della delega fiscale 2, che affida al Governo il compito di adottare decreti legislativi per la revisione del sistema tributario, inclusa la progressività dell'IRPEF.

    Le alternative sul tavolo: Start tax e detrazione Confprofessioni

    La flat tax al 5% non è l'unica opzione. CISL e UIL sostengono la cosiddetta "Start tax", un meccanismo più articolato che ridisegna l'IRPEF per fascia d'età con tre aliquote ridotte — 10, 20 e 30 per cento — riservate agli under-35 1. I numeri parlano chiaro: senza toccare gli attuali scaglioni, un lavoratore con un reddito annuo di 25 mila euro vedrebbe circa 270 euro netti in più al mese in busta paga; per chi guadagna 35 mila euro, il beneficio salirebbe a quasi 400 euro mensili 1. Il costo stimato è di 10 miliardi, una cifra che i promotori considerano un investimento strategico in una società che invecchia e dove i giovani rappresentano una risorsa cruciale anche per la tenuta del sistema previdenziale 1.

    Accanto a queste due proposte, Confprofessioni avanza una terza via: una detrazione ad hoc di 18 mila euro annui per gli under-35, senza distinzione tra lavoratori autonomi, dipendenti e imprenditori 1. Un approccio universalistico che supera la segmentazione per tipologia contrattuale, ma che pone interrogativi sulla compatibilità con il principio di progressività.

    Cosa deve valutare il professionista

    Per i consulenti del lavoro e i commercialisti, il nodo operativo è duplice. Primo: se passerà la flat tax al 5% sui soli incrementi, sarà necessario costruire un confronto retributivo annuo per ogni dipendente under-35, determinando con precisione la quota imponibile agevolata. I software paghe dovranno gestire una doppia aliquota sullo stesso cedolino. Secondo: la coesistenza di questa misura con il sistema degli scaglioni IRPEF vigente richiederà chiarimenti applicativi, soprattutto in caso di variazioni contrattuali infrannuali, passaggi di livello o premi di risultato.

    Le imprese, dal canto loro, potrebbero usare lo sconto fiscale come leva competitiva per attrarre e trattenere talenti, negoziando aumenti lordi meno onerosi in termini netti. Ma l'incertezza sulla versione finale della norma impone prudenza: meglio attendere il testo del disegno di legge di bilancio — atteso in Consiglio dei ministri entro metà ottobre — prima di impegnare promesse retributive legate all'agevolazione.