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Flat tax 15% ripetizioni docenti: guida senza partita IVA

A cura della Redazione ProfessionistaAI28 luglio 20263 min di letturaAggiornato: 28 luglio 2026 alle ore 19:47
Flat tax 15% ripetizioni docenti: guida senza partita IVA

Il Modello Redditi 2026 conferma la piena operatività dell'imposta sostitutiva del 15% sui compensi da lezioni private percepiti dai docenti, regime introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e ormai consolidato nell'ordinamento fiscale italiano. Per migliaia di insegnanti, si tratta dello strumento più accessibile per integrare il reddito da lavoro dipendente senza aprire partita IVA né tenere contabilità.

Un regime nato per far emergere il sommerso

L'art. 1, commi 13-16, della L. 205/2017 ha istituito un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% sui compensi percepiti dai docenti — di ogni ordine e grado, pubblici e privati — per attività di lezioni private e ripetizioni 1. L'obiettivo dichiarato della norma era incentivare l'emersione del lavoro sommerso nel settore del tutoraggio attraverso una tassazione vantaggiosa e adempimenti ridotti al minimo 1.

Il vantaggio rispetto alla tassazione ordinaria è oggi ancora più marcato. Con la riduzione del secondo scaglione IRPEF al 33% a partire dall'anno fiscale 2026 2, un docente con reddito complessivo superiore a 28.000 euro pagherebbe oltre il doppio dell'imposta sostitutiva sui medesimi compensi. Il sistema delle flat tax sostitutive — di cui quella sui compensi da ripetizioni è un esempio ormai strutturale — risponde alla politica governativa di riduzione del cuneo fiscale e semplificazione degli adempimenti 3.

Nessuna partita IVA: presupposti e modalità operative

Il punto qualificante del regime sta nell'assenza degli obblighi tipici del lavoro autonomo professionale. Le lezioni private rese da docenti in modo occasionale o complementare rispetto al rapporto di lavoro dipendente non configurano attività professionale abituale e non richiedono l'apertura della partita IVA 4. A differenza del regime forfettario — che presuppone iscrizione IVA, fatturazione e contribuzione alla Gestione Separata INPS con aliquote piene — l'imposta sostitutiva sulle ripetizioni non richiede né partita IVA né tenuta di contabilità, configurandosi come il regime più semplificato disponibile per i docenti dipendenti 3.

L'unico adempimento dichiarativo consiste nell'indicazione dei compensi nell'apposita sezione del Fascicolo 2 del Modello Redditi Persone Fisiche, esercitando l'opzione per il regime sostitutivo 5. L'Agenzia delle Entrate conferma la compilazione del modello redditi come unico obbligo formale per chi aderisce 4. Il versamento avviene tramite modello F24 con i codici tributo dedicati: 1854 per l'acconto prima rata e 1856 per il saldo, seguendo le scadenze dell'IRPEF ordinaria con possibilità di rateizzazione 6.

Il regime non prevede limiti di importo né tetti di reddito: l'opzione è esercitabile da qualsiasi docente, con aliquota fissa indipendente dal reddito complessivo del contribuente 2.

Cosa fare adesso

Chi ha percepito compensi per ripetizioni nell'anno d'imposta 2025 deve: compilare il quadro dedicato nel Fascicolo 2 del Modello Redditi 2026 5; versare l'imposta sostitutiva del 15% con F24, codici 1854 e 1856 6; ricordare che il regime non esonera dall'obbligo contributivo alla Gestione Separata INPS per la quota eccedente il lavoro dipendente. L'aliquota contributiva ridotta per chi è già iscritto ad altra gestione previdenziale obbligatoria attenua l'impatto, ma va comunque computata nella pianificazione. Per i docenti che cercano un'integrazione di reddito regolare senza complicazioni burocratiche, questo regime resta la scelta più efficiente dell'ordinamento tributario italiano.