Flat tax 15% sulle ripetizioni dei docenti: come funziona senza partita IVA
A cura della Redazione ProfessionistaAIRevisionato da Pierlio Baratta, Commercialista
Pubblicato il 3 min di lettura

In sintesi
- I compensi da lezioni private dei docenti possono essere tassati con un'imposta sostitutiva del 15% che sostituisce IRPEF e addizionali.
- Per le ripetizioni occasionali o complementari al lavoro dipendente non serve aprire la partita IVA né tenere la contabilità.
- L'opzione si esercita compilando l'apposita sezione del Fascicolo 2 del Modello Redditi Persone Fisiche.
- Il versamento si effettua con F24 usando i codici tributo dedicati e segue le scadenze dell'IRPEF.
- Il regime non prevede tetti di importo, ma il profilo contributivo va verificato a parte caso per caso.
Il Modello Redditi 2026 conferma la piena operatività dell'imposta sostitutiva del 15% sui compensi da lezioni private percepiti dai docenti, il regime introdotto dalla Legge di Bilancio 201812. Per molti insegnanti è lo strumento più semplice per integrare il reddito da lavoro dipendente senza aprire partita IVA e senza tenere contabilità3.
Cosa prevede la norma
L'art. 1, commi 13-16, della L. 205/2017 ha istituito un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% sui compensi percepiti dai docenti delle scuole di ogni ordine e grado per l'attività di lezioni private e ripetizioni1. La finalità della misura era favorire l'emersione del lavoro sommerso nel tutoraggio, offrendo una tassazione agevolata e adempimenti ridotti al minimo1.
L'aliquota è fissa e non dipende dal reddito complessivo del contribuente; il regime, inoltre, non prevede limiti di importo né tetti di reddito per poter esercitare l'opzione2.
Perché conviene rispetto alla tassazione ordinaria
Il vantaggio resta marcato anche dopo la riduzione del secondo scaglione IRPEF al 33% prevista a partire dall'anno d'imposta 20264: per un docente con reddito complessivo superiore a 28.000 euro, la tassazione ordinaria degli stessi compensi sarebbe più che doppia rispetto all'imposta sostitutiva. Il 15% sulle ripetizioni si inserisce nel più ampio sistema delle imposte sostitutive "piatte", che il legislatore utilizza per alleggerire il prelievo e semplificare gli adempimenti5.
Chi valuta modelli alternativi, come il regime forfettario, può approfondire le prospettive su soglia del forfettario e flat tax nella Manovra 2027.
Niente partita IVA: i presupposti
Il punto qualificante è l'assenza degli obblighi tipici del lavoro autonomo professionale. Le lezioni private rese dal docente in modo occasionale o complementare rispetto al rapporto di lavoro dipendente non configurano un'attività professionale abituale e quindi non richiedono l'apertura della partita IVA3.
La differenza con il regime forfettario è netta: quest'ultimo presuppone l'iscrizione ai fini IVA, la fatturazione e la contribuzione alla Gestione Separata INPS, mentre l'imposta sostitutiva sulle ripetizioni non richiede né partita IVA né tenuta della contabilità3. Per i docenti dipendenti si tratta quindi della soluzione più semplificata disponibile3.
Se l'attività diventa strutturata e abituale, il quadro cambia e occorre valutare un inquadramento diverso. Sul tema della compatibilità tra impiego pubblico nella scuola e attività con partita IVA si veda anche la guida sulla partita IVA agricola per docenti e ATA.
Come si dichiara
L'unico adempimento dichiarativo consiste nell'indicare i compensi nell'apposita sezione del Fascicolo 2 del Modello Redditi Persone Fisiche, esercitando in quella sede l'opzione per il regime sostitutivo2. Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate confermano che la compilazione della dichiarazione è l'unico obbligo formale per chi aderisce4.
Come si versa
L'imposta si paga con modello F24 utilizzando i codici tributo dedicati: 1854 per la prima rata di acconto e 1856 per il saldo6. Il versamento segue le stesse scadenze dell'IRPEF ordinaria, con possibilità di rateizzazione6.
Cosa fare adesso
Chi ha percepito compensi per ripetizioni nell'anno d'imposta 2025 deve:
- compilare la sezione dedicata del Fascicolo 2 del Modello Redditi 2026, esercitando l'opzione per l'imposta sostitutiva2;
- versare il 15% con F24, usando i codici tributo 1854 e 1856 alle scadenze previste per l'IRPEF6;
- verificare separatamente la propria posizione previdenziale: l'imposta sostitutiva riguarda il solo prelievo fiscale e non definisce di per sé gli eventuali obblighi contributivi, che vanno valutati in base alla situazione concreta.
Domande frequenti
Serve la partita IVA per applicare il 15% sulle ripetizioni?
No, se le lezioni private sono occasionali o complementari al lavoro dipendente: non si tratta di attività professionale abituale e non occorre aprire la partita IVA né tenere contabilità.
C'è un limite massimo di compensi per usare l'imposta sostitutiva?
No, il regime non prevede tetti di importo né limiti di reddito e l'aliquota del 15% è fissa, indipendente dal reddito complessivo.
Quali codici tributo si usano nell'F24?
L'articolo indica il codice 1854 per la prima rata di acconto e il 1856 per il saldo, con le stesse scadenze dell'IRPEF ordinaria e possibilità di rateizzare.
Fonti (6)
- 1.Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) – Art. 1, commi 13-16: imposta sostitutiva su lezioni privateFonte ufficiale · gazzettaufficiale.it ·
- 2.Fascicolo 2 – Persone Fisiche: Istruzioni per la compilazione del Modello Redditi 2026Fonte ufficiale · infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it ·
- 3.Fascicolo 1 – Persone Fisiche: Quadro RE – Lavoro autonomo (Modello Redditi 2026)Fonte ufficiale · agenziaentrate.gov.it ·
- 4.Istruzioni Generali Modello Redditi 2026 – Parte Generale (Agenzia delle Entrate)Fonte ufficiale · agenziaentrate.gov.it ·
- 5.
- 6.


