Decreto Omnibus 2026: novità IVA, CPB e welfare per professionisti

Il Decreto legislativo n. 148/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 agosto scorso 2, ridisegna il perimetro fiscale per circa 460mila soggetti ISA tra professionisti e partite IVA. Con 28 articoli il quarto correttivo della delega fiscale interviene su detrazione IVA, soglie premiali del CPB, familiari a carico nel welfare e ravvedimento speciale: un pacchetto che richiede attenzione immediata.
Detrazione IVA: due anni in più per le fatture tardive
L'articolo 12 del Dlgs 148/2026 modifica il termine per la detrazione dell'IVA su fatture ricevute in ritardo: la registrazione e la detrazione sono ora consentite fino alla dichiarazione annuale del secondo anno successivo a quello di ricezione 1. Il problema delle fatture "a cavallo d'anno" — operazioni con IVA esigibile nell'anno X ma documentate nell'anno X+1 — trova così una soluzione strutturale. Una fattura per un'operazione 2026, ricevuta nel 2027 entro il 30 aprile, potrà essere detratta nel modello IVA 2027 relativo al 2026 1. Per le note di credito da liquidazione giudiziale di dicembre 2026, il creditore potrà emettere la nota di accredito entro il 30 aprile 2029 anziché il 30 aprile 2027 1. La norma si applica dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, senza disposizioni transitorie esplicite: un vuoto che impone prudenza nella gestione delle fatture già in giacenza.
CPB 2026-2027: soglie premiali al rialzo e ravvedimento speciale
Il cuore del decreto è l'incentivazione del rinnovo del Concordato Preventivo Biennale. Chi accetta la proposta per il biennio 2026-2027 ottiene soglie di compensazione e rimborso IVA in crescita del 43% rispetto alla prima adesione, passando da 70mila a 100mila euro annui 2. Per i crediti IRPEF, IRES e IRAP la soglia sale del 40%, da 50mila a 70mila euro 2. Una leva finanziaria significativa per lo studio professionale che gestisce la liquidità dei propri clienti.
Sul versante della compliance pregressa, il decreto introduce un ravvedimento speciale riferito al quadriennio 2020-2023 per i soggetti ISA che aderiscono al CPB 3. La dichiarazione integrativa consente di correggere omissioni o errori con un ricalcolo dei valori del concordato, evitando la decadenza 3. Le cause di decadenza vengono parallelamente riviste, ampliando la platea di chi può mantenere i benefici anche in caso di irregolarità formali 4. Il ravvedimento "guidato" introdotto dal d.m. 126/2024 per il regime di adempimento collaborativo conferma la direzione: trasformare l'azione repressiva in attività preventiva 8.
Welfare aziendale e familiari a carico: retroattività al 2025
L'articolo 1 del Dlgs 148/2026 modifica il comma 4-ter dell'articolo 12 del TUIR, eliminando il requisito della convivenza per l'individuazione dei familiari a carico rilevanti ai fini delle agevolazioni nei piani di welfare 5. La norma retroagisce al periodo d'imposta in corso al 20 dicembre 2025 6, neutralizzando il rischio che i rimborsi datoriali per la degenza dei genitori in RSA — già erogati nel 2025 a favore di familiari non conviventi — fossero tassati a posteriori. La risposta n. 163/2026 dell'Agenzia delle Entrate ha confermato l'esenzione IRPEF per tali rimborsi 5.
Da segnalare, infine, la riduzione dal 26% al 20% del prelievo sui rendimenti degli investimenti delle Casse dei professionisti 7, misura che incide direttamente sulla previdenza di categoria.
Cosa fare adesso
Le scadenze premono. Il termine per la prima attuazione della delega fiscale è fissato al 29 agosto 2026 7, ma i decreti correttivi possono ancora intervenire. Nell'immediato occorre: verificare la posizione IVA dei clienti con fatture tardive per sfruttare la nuova finestra biennale; simulare il vantaggio finanziario del rinnovo CPB con le soglie maggiorate; riesaminare i piani welfare 2025 alla luce della retroattività sui familiari; valutare il ravvedimento speciale 2020-2023 per chi intende aderire al concordato senza strascichi. Il decreto è operativo: il tempo per l'analisi è adesso.