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    codice crisi impresa

    Codice Crisi Impresa 2026: Circolare 5/E e adeguati assetti

    A cura della Redazione ProfessionistaAI17 luglio 20263 min di letturaAggiornato: 25 luglio 2026 alle ore 11:52
    Codice Crisi Impresa 2026: Circolare 5/E e adeguati assetti

    L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 16 luglio 2026 la Circolare n. 5/E – Parte I, primo documento di prassi organico dedicato agli istituti del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) 1. Il provvedimento arriva in una fase in cui la composizione negoziata non è più un'opzione teorica ma uno strumento operativo – come dimostra il caso Zonin 1821 pendente al Tribunale di Venezia 7 – e gli obblighi di adeguati assetti espongono concretamente gli amministratori a responsabilità civile e penale 6.

    Misure premiali: cosa cambia per i debiti tributari

    La Circolare 5/E chiarisce l'ambito di applicazione delle misure premiali accessibili durante la composizione negoziata. Il beneficio principale consiste nella riduzione del tasso di interessi e nel dimezzamento di sanzioni sui debiti tributari sorti anteriormente all'istanza di nomina dell'esperto 2. La nozione di "debiti tributari" è ampia: comprende comunicazioni di irregolarità, avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, liquidazioni periodiche IVA e somme iscritte a ruolo, anche se portate a conoscenza del debitore durante il percorso 2.

    Il dimezzamento di interessi e sanzioni si applica tuttavia solo quando il percorso si conclude con uno degli strumenti che prevedono il trattamento dei crediti tributari 2. L'Agenzia evidenzia che il debitore deve richiedere espressamente l'applicazione delle misure premiali – non scattano automaticamente 1. La Parte II della circolare è attualmente in consultazione pubblica, aperta dal 26 giugno fino al 24 luglio 2026, con l'obiettivo di raccogliere osservazioni su nodi ancora aperti come il piano di ristrutturazione omologato e la liquidazione giudiziale 3.

    Adeguati assetti: da obbligo formale a parametro bancario

    L'art. 2086 c.c., riformato dal CCII, impone a tutte le imprese – indipendentemente dalla dimensione – di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura dell'attività 6. Non è più sufficiente gestire l'impresa "a intuito": occorre un'organizzazione strutturata e un orizzonte previsionale di almeno dodici mesi 6.

    La portata pratica di questo obbligo si è ampliata sul fronte bancario. Nel valutare il merito creditizio, gli istituti di credito verificano ormai la capacità dell'impresa di produrre informazioni attendibili; l'assenza di assetti adeguati espone a restrizioni nell'accesso al credito 5. Un sistema informativo inadeguato impedisce inoltre l'accesso tempestivo agli strumenti di composizione negoziata, innescando un circolo vizioso che aggrava la responsabilità dell'amministratore per tardiva rilevazione dello stato di difficoltà 5. L'interferenza tra diritto tributario e procedure di composizione della crisi resta uno degli snodi più critici per i professionisti che assistono le imprese in difficoltà 4.

    Il vuoto normativo segnalato dal CIV INPS con la Delibera n. 12/2026 aggiunge un ulteriore fattore di incertezza: i decreti legislativi 110/2024 e 33/2025 hanno reso inadeguati i criteri di valutazione dei crediti contributivi nelle procedure concorsuali, e l'Istituto è chiamato ad aggiornare le proprie regole interne 8.

    Che cosa fare adesso

    Il quadro normativo impone un piano d'azione immediato. Primo: verificare – e documentare – che ogni impresa assistita disponga di un sistema di monitoraggio degli equilibri economici, patrimoniali e finanziari con proiezione almeno a dodici mesi. Secondo: in caso di accesso alla composizione negoziata, formulare subito la richiesta espressa delle misure premiali fiscali, senza attendere la conclusione del percorso. Terzo: presidiare la consultazione pubblica sulla Parte II della circolare, il cui termine scade il 24 luglio 2026 3, perché le scelte interpretative dell'Agenzia incideranno sul trattamento di crediti tributari e contributivi per gli anni a venire. Chi non governa l'interferenza tra fisco e procedure di crisi rischia di trasformare uno squilibrio gestibile in un dissesto irreversibile.